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Ultimamente scrivo poco in generale, ma scrivo ancora meno degli interventi che faccio come Vigile del Fuoco; purtroppo sono due giorni che ripenso all’intervento della notte scorsa.
Un intervento chiamato “incidente stradale”…ma sono termini che dicono tutto e niente, un tamponamento è un incidente stradale così come un banale scontro, ma non avrei mai pensato di dover operare per liberare qualcuno da una macchina finita su di una pianta.

Un intervento non semplice da effettuare ma un intervento dove io e la mia squadra, come sempre, abbiamo dato il massimo, e questa volta l’ho visto nei i loro occhi… anche se non è bastato.

Ma non è stata l’unica cosa che ho visto… ho visto il senso di sgomento negli occhi dei soccorritori e ho sentito silenzio dei tanti astanti che via via si radunavano attorno alla scena dell’evento.

Queste sono tutte “sensazioni” che rimarranno nella mia vita.

Chi nasce quadrato non muore tondo

Posted: 1st settembre 2011 by luca in me?!
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Mi sono ricordato che il primo giorno di scuola (elementare) sono stato spedito dalla preside perchè facevo casino, insomma ho sempre avuto difficoltà ad accettare regole e ordini da persone che non considero degne di stima…

Nei miei giri su internet mi sono ritrovato sul blog “Bizzarro Bazar“, mi ha molto incuriosito l’articolo sulla Sconosciuta della Senna perchè ero più o meno al corrente da dove deriva appunto il famoso manichino di rianimazione “Rescue Annie” (o Resusci Annie) che tanto ho utilizzato nelle mie ore di corso sia come allievo che come istruttore… ma non l’avevo mai trovata così completa e precisa, vi lascio all’articolo così come l’ho trovato (spero che l’autore non si offenda per il copy && paste)

 

Articolo tratto da “Bizzarro Bazar” (http://bizzarrobazar.wordpress.com/)
Parliamo oggi di una delle più romantiche ed enigmatiche figure di inizio ’900: l’inconnue de la Seine.

 

La leggenda vuole che a Parigi, a fine ’800, il corpo di una donna venisse ripescato dalla Senna – avvenimento non straordinario per l’epoca. Portata all’obitorio, un operatore funebre restò affascinato dalla sua bellezza, ma sopratutto rimase impressionato dal sorriso della ragazza: un sorriso che restituiva una tale idea di pace e serenità da ricordare quello della Gioconda. La giovane suicida doveva aver trovato, nel suo ultimo gesto, quella felicità che le era stata negata in vita.

Così l’impiegato della morgue eseguì una maschera mortuaria della bella sconosciuta, cioè un calco in gesso del suo viso. Dopodiché il corpo fu esposto nella vetrina dell’obitorio, com’era uso fare a quei tempi, affinché qualcuno dei passanti potesse identificarlo (vista con occhi contemporanei, una simile usanza può sembrare strana ma la morte, allora, non era ancora il tabù occultato e nascosto che è al giorno d’oggi).

Nessuno riconobbe la salma, che trovò una sepoltura comune e anonima.

Da quando la leggenda si diffuse, la “sconosciuta della Senna” divenne in breve tempo un clamoroso caso che stimolava la fascinazione macabra della Parigi bohémienne dei primi del ’900. Cominciarono a circolare molte copie della maschera mortuaria, che andarono a ruba. Una seconda serie di calchi venne addirittura fatta a partire da una fotografia di quello originale, e queste “copie di copie” riproducevano dei dettagli compleamente irrealistici – ma tant’è, anche questa seconda ondata fu esaurita nel giro di pochi mesi. Pareva che tutti gli intellettuali e gli artisti fossero innamorati di questo viso enigmatico, e mille dissertazioni furono fatte sul suo sorriso e su quello che poteva rivelare della vita, della posizione sociale o della morte della povera ragazza. Le maschere mortuarie dell’inconnue addobbavano case e salotti esclusivi: secondo quanto riportato da alcune testimonianze, la ragazza divenne addirittura un ideale erotico, tanto da ispirare l’acconciatura dei capelli di un’intera generazione femminile, e da suggerire ad attrici del teatro e del cinema il look vincente.

La sconosciuta della Senna apparve in poemi, romanzi, pièce teatrali, novelle – ma non stiamo parlando di libriccini scandalistici. Per farvi capire la statura degli autori che ne scrissero, basta un veloce elenco di nomi: Rilke, Nabokov, Camus, Aragon, più recentemente Palahniuk

Ma chi era veramente la sconosciuta della Senna? Mille teorie sono state avanzate, tra cui quella che vuole che la giovane donna non fosse morta suicida, ma vittima di un omicidio. Il dottor Harry Battley è convinto di aver trovato in un negozio di anticaglie una fotografia della sconosciuta ancora in vita. Secondo le sue “ricerche” si tratterebbe di un’artista ungherese di music-hall, invischiata in un torbido adulterio di cui avrebbe pagato le conseguenze… insomma, vi risparmiamo i dettagli: la fotografia è interessante, ma la teoria che ci sta dietro è quantomeno bislacca.

La verità è probabilmente molto lontana dalla leggenda, e sicuramente molto meno romantica. Chiunque abbia un minimo di familiarità con le scienze forensi avrà già capito che il volto dell’inconnue ha davvero poche possibilità di essere il volto di un’annegata. Georges Villa, illustratore, dice di avrer saputo dal suo maestro Jules Lefebvre che il modello era in realtà una giovane donna morta di tubercolosi nel 1875.

Che il pesante calco utilizzato per le maschere mortuarie potesse poi immortalare un lieve e delicato sorriso come quello della sconosciuta, è altrettanto improbabile. Il sorriso potrebbe, in effetti, essere stato scolpito a posteriori sul negativo del calco. Secondo Claire Forestier, che lavora nella ditta di modelli in gesso che probabilmente all’epoca prese il calco, la sconosciuta non era affatto morta, ma era una viva e vegeta modella di 16 anni.

Non sapremo mai con certezza l’identità della sconosciuta che appassionò e fece innamorare mezza Europa. Ma la sua macabra storia finisce con un inaspettato, surreale happy ending.

Nel 1958, in America, venne costruito il primo manichino di addestramento per il pronto soccorso, chiamato Rescue Annie (o Resusci Annie). Indovinate un po’? I suoi inventori decisero di regalargli il volto della sconosciuta della Senna. Utilizzato nell’addestramento al massaggio cardiaco e alla respirazione bocca a bocca, il volto della sconosciuta (oltre ad aver contribuito a salvare molte vite) divenne così “il più baciato del mondo”.

Un sito (in inglese) che esplora in modo molto approfondito la leggenda, le teorie di omicidio ma soprattutto l’eredità lasciata da questa figura nella letteratura, nell’arte e nella musica del ’900 è The Legend Of The Inconnue.

 

Rescue Annie - (clicca per ingrandire)

Dunque… domani mi sposo!

Posted: 1st giugno 2011 by luca in me?!
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Aiuto…

No dai faccio il serio: domani, 2 giugno 2011, mi sposo… la situazione è strana… sono alcuni giorni che pensavo a questo post, alle cose da scrivere a tutte le riflessioni che sto facendo sulla mia vita ormai in questi (quasi) 30 anni… (ah si perchè il 28 maggio scorso ho compiuto 29 anni) tante buone idee ma ora… sono veramente in panne!!!

Sono conscio che quello che mi sto per compiere non è un semplice “passo”, è proprio una netta sterzata che dò alla mia vita…

ecco la mia vita… ma cosa ho fatto esattamente fino ad oggi? Nacqui, crebbi… (tanto per citare David Copperfield), indubbiamente posso affermare che ho vissuto la mia vita appieno, ho fatto del bene a tanta gente senza chiedere nulla in cambio mentre con altri, aimè, non sono stato “molto amico”… ma d’altronde non sono un Santo 🙂

Mi stuzzica l’idea che ogni lettore di questo blog possa commentare questo post dicendomi che idea si è fatto di me… commento sia positivo che negativo è indifferente… voglio capire pregi e difetti di Luca visto da chi mi sta vicino, da chi mi conosce… ma anche da chi è capitato su questa pagina per sbaglio 🙂

quindi.. dateci dentro!

 

incendio appartamento - da internet

Questo weekend ho coperto due turni perchè venerdì mattina eravamo stati invitati a visitare la scuola materna a Limbiate per far “giocare” un pò i bambini, questo succedeva venerdi’ mentre sabato cadeva il mio turno abituale…
A parte l’uscita alla scuola materna già citato c’è stato pure il tempo per due interventi, li analizzo saparatamente perchè entrambi mi danno spunti di riflessione…

Intervento 11 – (falso)  Incendio autovettura

Ci chiamano per un incendio vettura poco distante dalla caserma, mentre andiamo mi vesto tutto come al solito, mi preparo pure l’autoprettettore però aspetto a mettermi la maschera… mi consigliano di valutare sul posto perchè non si vedono colonne di fumo e potrebbe essere un falso allarme…
Infatti una volta sul posto ci rendiamo conto che stava bruciano una scatolotta di plastica e un pò di erba… due colpi di naspo e passa la paura.. una volta spento abbiamo capito che si trattatava di una batteria e un sellino di una moto abbandonati li’….
Comunque soddisfatto per l’intervento ma più per i complimenti ricevuti visto che durante il tragitto mi sono preparato senza difficoltà.. 🙂 😛

Intervento 12 – Incendio appartamento

Questo intervento cade di sabato… è stato decisamente più impegnativi rispetto a quello del giorno prima…
Si è trattato di un incendio appartamento… anche in questo caso, come per l’incendio tetto, non voglio soffermarmi sui dettagli tecnici dell’intervento perchè sono ancora troppo giovane e poco soddisfatto di quanto ho fatto (pretendo sempre di più da me), ma voglio focalizzarmi sulle sensazioni che ho provato…

In primis il viaggio per arrivare sul posto.. non era proprio vicino il luogo d’intervento, questo mi ha permesso di prepararmi con una “certa calma” prima di arrivare sul posto… anche qui mi sono preparato al peggio quindi nomx, pantanomex, sotto casco, cinturone e autoprotettore pronto…una volta sul posto mi sono infilato subito la maschera perchè già vedevamo fumo uscire dalle finestre…. l’unico problema che l’appartamento era al 6° piano e non pensavo fosse cosi’ faticoso farsi tutte quelle scale con l’attrezzatura!!! 😀
Tra l’altro le scale erano già invase di fumo e il capo che erano con noi si è fermato a metà perchè senza maschera era impossibile continuare…
Io e il mio collega siamo andati dentro… qui la sensazione è stata stranissima… già dal pianerottolo non si capiva dove fosse la porta (che era stata aperta da un vicino), il fumo era nero e denso… il buio totale.. ho visto spararie il mio collega in un attimo nel fumo.. e tra noi distavamo nemmeno due passi!

Come sono entrato per un istante ho pensato “ma chi me l’ha fatto fare?!?” Qui ho sentito una sensazione strana…i sensi erano totalmente sconvolti:  in primis il silenzio irreale… l’unica rumore era il mio autoprotettore quando respiravo… la vista quasi superflua visto che la visibilità era di massimo 15 cm (ad essere ottimisti)…
Il muoversi in uno spazio che non conosci.. il trovare ostacoli ovunque e non capire esattamente dove ti trovi (ad un certo punto ho pure pensato di essere finito in uno sgabuzzino :P)…

Queste sensazioni pensi di averle già provate in camera fumo… ma quando le vivi su di un intervento vero è veramente diverso… poi una cosa nuova, mai provata in questo contesto ma ne avevo sentito parlare: il calore… quando entri nella stanza vera e propria dove c’è l’incendio il calore assurdo che senti addosso anche se non vedi le fiamme… è stato strano.

Quando tutto è spento e il fumo uscito ti rendi conto di come era la casa, vedo tutti gli oggetti di plastica completamente sciolti ed il resto bruciato e capisci veramente quando siano importanti ed efficienti i tuoi DPI… e capire che nessuno si è fatto veramente male… sono sensazioni belle che ti fanno capire di aver fatto qualcosa di utile…

Ieri, domenica, i miei colleghi sia di caserma che di corso hanno fatto un intervento molto simile dove hanno tratto in salvo una bambina di 7 anni che era rimasta in casa… ne sono stato orgoglioso.. sono quelle cose che ti spingono ad andare avanti.. ora come ora lo rifarei… ogni volta per fare qualcosa di utile, ogni volta cercando di migliorarmi per farlo meglio la volta successiva…

Infine vorrei ringraziare quel ragazzo, vigile permanente, che terminato il nostro intervento mi ha dato molti consigli su come muovermi quando mi ricapiterà un intervento come questo… 🙂

Il 4 dicembre si festeggia la ricorrenza di Santa Barbara martire, protettrice dei Vigili del Fuoco, quest’anno però alla basilica di Ss. Eusebio e Maccabei a Garbagnate Milanese si è tenuta una cerimonia molto particolare e, a detta di alcuni, emozionate.

Si  la cerimonia è stato molto particolare perché oltre essere incentrata su Santa Barbara e i Vigili del Fuoco (che teneva un picchetto accanto all’altare) subito dopo l’omelia c’è stata la consegna dei fregi ai nuovi pompieri.
Ovviamente io ero tra i ragazzi schierati davanti all’altare ad aspettare che il capo distaccamento ci consegnasse i fregi accompagnato dal sindaco… e bhe.. è stato molto emozionate come momento e penso anche bello visto da fuori, ovvero per chi non vive la realtà dei vigili del fuoco tutti i giorni.

Finita la funzione sul sagrato della chiesa e davanti alla croce con le scale c’è stata la benedizione dei mezzi e dopo aver cantato tutti assieme “il pompiere paura non ne ha” (improvvisata mamma mia che ridere!) si è fatto le fotografie di rito…
In testa all’articolo si vede quella di gruppo, con le autorità civili e militari oltre che alle varie associazioni a noi “vicine” e che hanno voluto partecipare a questo momento di festa… e ovviamente la mia ragazza… appena riesco a sistemare la foto pubblico la nostra con lei che indossa il mio casco 😀

L’ultima foto che voglio pubblicare, per il momento, e quella qui sotto fatta con i ragazzi della Croce Viola Cesate oltre che Michela… bhe ci tenevo a pubblicarla perché a parte Paolone e la mia ragazza tutti gli altri sono stati miei allievi in questi anni di attività come istruttore… ed è stata una bella soddisfazione vedervi tutti in divisa a festeggiare questo momento con me 🙂

Come allagare il bagno stando in cucina…

Posted: 8th aprile 2010 by luca in me?!
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Sottotitolo: luca e i vasi comunicanti…

Si, in questi giorni ho avuto un pò di faccende da sbrigare a casa, come il frigorifero che si credeva un freezer ad alte prestazioni e la caldaia che non scalda…tra le varie problematiche che si sono presentate ne ho ritrovata una un pò ostica da risolvere e consisteva nello scarico del lavandino della cucina un pò troppo pigro..

Dopo vari lavaggi con prodotti disparati nel tentativo di risolvere il problema ho opotato per la cara classica “ventosa” sgorga lavandini… dopo vari tentativi ho ottenuto quello che desideravo, ovvero il lavandino scarica!!! MIRACOLO…

vado in bagno per lavarmi visto che ovviamente ho combinato un casino peggio di una papera in acqua e scopro con mio “sommo stupore” che il piatto della doccia era completamente pieno di “rigurgiti” tornati su dallo scarico..

Insomma, ho capito che lo scarico del lavandino e lo scarico della doccia finiscono nello stesso condotto e… guarda a caso l’otturazione era proprio in questo… fortunatamente ora è tutto risolto, almeno fino alla prossima ostruzione! 😀

Ho una casa!

Posted: 11th marzo 2010 by luca in me?!
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Tempo fa parlavo in questo post del fatto che stessi comprando casa… bhe oggi è stato il giorno decisivo, ho fatto il rogito e sono finalmente proprietario, assieme alla mia ragazza, di una simpatica casetta!! 😀

io feliceeeeeeeeeeeeeeeeeeee! 🙂

Domenica 7 Marzo 2009

Ieri, domenica 7 marzo, presso il distaccamento dei Vigili del Fuoco di garbagnate milanese si è tenuta una giornata a porte aperte…
Per l’occasione si e organizzato un percorso / gioco per i più piccoli che simulava le attività di un pompiere (simil-pompieropoli), inutile dire che i bambini sono letteralmente impazziti… e la cosa mi ha fatto veramente felice anche se è stato _massacrante_  stare dietro a tutti.

Ho fatto un sacco di foto e vorrei poterne pubblicare di più.. sopratutto le facce dei bambini felici per questa giornata!
Ovviamente per questioni legali preferisco aspettare una liberatoria, per ora accontentatevi di questa che è molto tenera.

Per Maggio cercheremo di riorganizzare il tutto ancora più in grande!

+27

Posted: 28th maggio 2009 by luca in me?!
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diddl01

Mi ripeto, ma almeno oggi concedetemelo, Tanti auguri a me 😉