Posts Tagged ‘vigili del fuoco’

Ultimamente scrivo poco in generale, ma scrivo ancora meno degli interventi che faccio come Vigile del Fuoco; purtroppo sono due giorni che ripenso all’intervento della notte scorsa.
Un intervento chiamato “incidente stradale”…ma sono termini che dicono tutto e niente, un tamponamento è un incidente stradale così come un banale scontro, ma non avrei mai pensato di dover operare per liberare qualcuno da una macchina finita su di una pianta.

Un intervento non semplice da effettuare ma un intervento dove io e la mia squadra, come sempre, abbiamo dato il massimo, e questa volta l’ho visto nei i loro occhi… anche se non è bastato.

Ma non è stata l’unica cosa che ho visto… ho visto il senso di sgomento negli occhi dei soccorritori e ho sentito silenzio dei tanti astanti che via via si radunavano attorno alla scena dell’evento.

Queste sono tutte “sensazioni” che rimarranno nella mia vita.

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Simulazione CRI Garbagnate – 14/12/13

Ecco qui, una mia foto scattata durante una simulazione organizzata dalla Croce Rossa di Garbagnate Milanese… per fortuna era solo un manichino perchè poi è seguita una rianimazione! 😉

Ero giovane quel giorno però me lo ricordo bene…

efficace…

Luca Memini - Foto by Roberto Fontana

Una foto scattata nella sede della S.O.S. di Novate durante la visita dei bambini dell’asilo…

Si.. vespe vespe vespeeeeeeeeee… ma quanti favi ci sono in estate fatti nei posti più improbabili???

Questa volta però si trovata quasi al 3° piano in un buco nel muro… vabbhe è andata 🙂

 

Vespa - da internet

Intervento tranquillo in una afosa domenica di Luglio.
Un piccolo (???) favo di vespe in un cassone della tapparella al piano terra… per fortuna con noi avevamo un nuovo vigile fresco di corso che ha provato la tuta eheheh… 😀

Il tutto si è risolto velocemente e senza danni… (tranne per le vespe… ma vabbhe!)

Nei miei giri su internet mi sono ritrovato sul blog “Bizzarro Bazar“, mi ha molto incuriosito l’articolo sulla Sconosciuta della Senna perchè ero più o meno al corrente da dove deriva appunto il famoso manichino di rianimazione “Rescue Annie” (o Resusci Annie) che tanto ho utilizzato nelle mie ore di corso sia come allievo che come istruttore… ma non l’avevo mai trovata così completa e precisa, vi lascio all’articolo così come l’ho trovato (spero che l’autore non si offenda per il copy && paste)

 

Articolo tratto da “Bizzarro Bazar” (http://bizzarrobazar.wordpress.com/)
Parliamo oggi di una delle più romantiche ed enigmatiche figure di inizio ’900: l’inconnue de la Seine.

 

La leggenda vuole che a Parigi, a fine ’800, il corpo di una donna venisse ripescato dalla Senna – avvenimento non straordinario per l’epoca. Portata all’obitorio, un operatore funebre restò affascinato dalla sua bellezza, ma sopratutto rimase impressionato dal sorriso della ragazza: un sorriso che restituiva una tale idea di pace e serenità da ricordare quello della Gioconda. La giovane suicida doveva aver trovato, nel suo ultimo gesto, quella felicità che le era stata negata in vita.

Così l’impiegato della morgue eseguì una maschera mortuaria della bella sconosciuta, cioè un calco in gesso del suo viso. Dopodiché il corpo fu esposto nella vetrina dell’obitorio, com’era uso fare a quei tempi, affinché qualcuno dei passanti potesse identificarlo (vista con occhi contemporanei, una simile usanza può sembrare strana ma la morte, allora, non era ancora il tabù occultato e nascosto che è al giorno d’oggi).

Nessuno riconobbe la salma, che trovò una sepoltura comune e anonima.

Da quando la leggenda si diffuse, la “sconosciuta della Senna” divenne in breve tempo un clamoroso caso che stimolava la fascinazione macabra della Parigi bohémienne dei primi del ’900. Cominciarono a circolare molte copie della maschera mortuaria, che andarono a ruba. Una seconda serie di calchi venne addirittura fatta a partire da una fotografia di quello originale, e queste “copie di copie” riproducevano dei dettagli compleamente irrealistici – ma tant’è, anche questa seconda ondata fu esaurita nel giro di pochi mesi. Pareva che tutti gli intellettuali e gli artisti fossero innamorati di questo viso enigmatico, e mille dissertazioni furono fatte sul suo sorriso e su quello che poteva rivelare della vita, della posizione sociale o della morte della povera ragazza. Le maschere mortuarie dell’inconnue addobbavano case e salotti esclusivi: secondo quanto riportato da alcune testimonianze, la ragazza divenne addirittura un ideale erotico, tanto da ispirare l’acconciatura dei capelli di un’intera generazione femminile, e da suggerire ad attrici del teatro e del cinema il look vincente.

La sconosciuta della Senna apparve in poemi, romanzi, pièce teatrali, novelle – ma non stiamo parlando di libriccini scandalistici. Per farvi capire la statura degli autori che ne scrissero, basta un veloce elenco di nomi: Rilke, Nabokov, Camus, Aragon, più recentemente Palahniuk

Ma chi era veramente la sconosciuta della Senna? Mille teorie sono state avanzate, tra cui quella che vuole che la giovane donna non fosse morta suicida, ma vittima di un omicidio. Il dottor Harry Battley è convinto di aver trovato in un negozio di anticaglie una fotografia della sconosciuta ancora in vita. Secondo le sue “ricerche” si tratterebbe di un’artista ungherese di music-hall, invischiata in un torbido adulterio di cui avrebbe pagato le conseguenze… insomma, vi risparmiamo i dettagli: la fotografia è interessante, ma la teoria che ci sta dietro è quantomeno bislacca.

La verità è probabilmente molto lontana dalla leggenda, e sicuramente molto meno romantica. Chiunque abbia un minimo di familiarità con le scienze forensi avrà già capito che il volto dell’inconnue ha davvero poche possibilità di essere il volto di un’annegata. Georges Villa, illustratore, dice di avrer saputo dal suo maestro Jules Lefebvre che il modello era in realtà una giovane donna morta di tubercolosi nel 1875.

Che il pesante calco utilizzato per le maschere mortuarie potesse poi immortalare un lieve e delicato sorriso come quello della sconosciuta, è altrettanto improbabile. Il sorriso potrebbe, in effetti, essere stato scolpito a posteriori sul negativo del calco. Secondo Claire Forestier, che lavora nella ditta di modelli in gesso che probabilmente all’epoca prese il calco, la sconosciuta non era affatto morta, ma era una viva e vegeta modella di 16 anni.

Non sapremo mai con certezza l’identità della sconosciuta che appassionò e fece innamorare mezza Europa. Ma la sua macabra storia finisce con un inaspettato, surreale happy ending.

Nel 1958, in America, venne costruito il primo manichino di addestramento per il pronto soccorso, chiamato Rescue Annie (o Resusci Annie). Indovinate un po’? I suoi inventori decisero di regalargli il volto della sconosciuta della Senna. Utilizzato nell’addestramento al massaggio cardiaco e alla respirazione bocca a bocca, il volto della sconosciuta (oltre ad aver contribuito a salvare molte vite) divenne così “il più baciato del mondo”.

Un sito (in inglese) che esplora in modo molto approfondito la leggenda, le teorie di omicidio ma soprattutto l’eredità lasciata da questa figura nella letteratura, nell’arte e nella musica del ’900 è The Legend Of The Inconnue.

 

Rescue Annie - (clicca per ingrandire)

Ascensore rotto - da internet

Sabato sera siamo stati inviati per ascensore bloccato con dentro delle persone, il palazzo già lo conoscevo, vi ero andato per un altro soccorso identico (a cui bisogna aggiungere tutti quelli fatti in ambulanza).
Siamo subito sul posto visto che la distanza e poca, come arriviamo notiamo che i vicini di scala avevano già iniziato a forzare le porte con l’intento di “far entrare aria prima che finisca”, purtroppo è ancora diffusa l’idea che gli ascensori siano delle camere stagne dove hai aria sufficente solo al tragitto che devi percorre…
Troppo spesso questa credenza sbagliata e totalmente infondata porta a più problemi che altri, infatti una volta iniziate le manovre di apertura delle porte ci siamo resi conto che le ante si erano stortate e non si aprivano più in maniera naturale… fortunatamente poi il buon Marco è riuscito a risolvere la situazione senza grossi problemi.

Insomma, se non sai cosa fare chiedi aiuto, non improvvisare!

Ci sono state altre piccole problematiche (nulla di grave ma non sto qui a raccontare) che la prossima volta mi faranno approcciare in maniera diversa al servizio… 🙂

(da dx) Io, Stefano e il favo di vespe...

Ieri ero comodamente a casa post lavoro quando sono stato chiamato se potevo fare 1 intervento non urgente al posto di una persona che aveva avuto un problema… fortunatamente abito vicino alla caserma così tempo di mettermi la divisa ed ero già a mettere la mia roba sul camion pronto per uscire…

L’intervento era una bonifica vespe, in pratica nel giardino di una villetta in zona questi simpatici animaletti si sono costruiti un fantastico favo stile cartone animato (si quelli tondi con il buco sotto! però attenzione erano vespe quindi niente miele!).

Io e Stefano abbiamo indossato l’apposita tuta e armadi di spruzzino abbiamo iniziato a bonificare l’area, appena la situazione era più tranquilla abbiamo staccato il famo e posizionato il favo in un sacchetto pronto per essere portato via…

Un interventino semplice ma anche molto interessante tutto sommato… almeno dal punto di vista Entomologico 🙂