<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>pensieri | Memini.it</title>
	<atom:link href="https://www.memini.it/tag/pensieri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.memini.it</link>
	<description>Mondo sensibile imperfetto, spazio ideale metafisico</description>
	<lastBuildDate>Sun, 19 Oct 2025 10:29:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Il corpo come rifugio</title>
		<link>https://www.memini.it/il-corpo-come-rifugio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-corpo-come-rifugio</link>
					<comments>https://www.memini.it/il-corpo-come-rifugio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 10:29:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[me?!]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[sensazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.memini.it/?p=4361</guid>

					<description><![CDATA[<p>Disegnare il corpo è, per me, un modo di tornare a casa. Ogni curva, ogni pausa, ogni tratto di ombra</p>
<p>The post <a href="https://www.memini.it/il-corpo-come-rifugio/">Il corpo come rifugio</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Disegnare il corpo è, per me, un modo di tornare a casa. Ogni curva, ogni pausa, ogni tratto di ombra diventa una soglia: tra carne e pensiero, tra respiro e memoria.<br />Il corpo è un luogo che parla, anche quando tace.</p>



<p>Il corpo non è solo materia o forma ma un <strong>luogo di incontro</strong>: uno spazio dove la vita e la vulnerabilità si toccano.<br />In molte tradizioni artistiche, il corpo è stato <strong>oggetto di sguardo</strong>, misura di bellezza o di potere. Nella storia dell’arte, il corpo ha attraversato secoli di rappresentazioni, ma ciò che non è mai cambiato è il suo essere <strong>portatore di significato</strong>.<br /><br />Fin dalle prime statuette preistoriche — come la <em>Venere di Willendorf</em> — il corpo femminile è apparso come simbolo di fertilità, di accoglienza, di vita che si rinnova.<br />Non c’era erotismo in quelle forme abbondanti e chiuse su se stesse, ma una <strong>sacralità originaria</strong>: il corpo come grembo, come rifugio, come promessa di continuità (della specie o più semplciemente delle progenie).</p>



<p>Da allora, la figura della <em>Venere</em> ha accompagnato l’arte come un archetipo mutevole.<br />Dalla compostezza ideale della <em>Venere di Milo</em> alla grazia sospesa della <em>Nascita di Venere</em> di Botticelli, il corpo è diventato immagine del bello, ma anche del desiderio, dell’attesa, del mistero.<br />Eppure, in ogni epoca, dietro la superficie estetica, resta quell’idea primordiale: il corpo come <strong>spazio che accoglie</strong>.<br />Non più solo forma da contemplare, ma <strong>presenza che avvolge</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="637" height="1024" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-8-637x1024.png" alt="" class="wp-image-4364" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-8-637x1024.png 637w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-8-373x600.png 373w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-8-768x1235.png 768w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-8-956x1536.png 956w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-8.png 1024w" sizes="(max-width: 637px) 100vw, 637px" /></figure>



<p>Come non potrei citare Klimt, con <em>L’abbraccio</em>, a come quest’opera restituisce pienamente questa idea.<br />Le sue figure non sono due corpi distinti, ma un unico intreccio di linee, oro e calore.<br />L’abbraccio, in lui, non è un gesto decorativo, ma un atto di fusione, di protezione, di riconoscimento.<br />Forse è la lingua più antica che possediamo, quella che impariamo prima ancora di parlare: il contatto, il calore, l’appartenenza: una comunicazione senza parole, dove il corpo diventa voce e silenzio insieme</p>



<p>Ma se ci pensiamo bene “questa” fisicità data dall’abbraccio attraversa tutta la storia dell’arte.<br />Potrei citare il <em>Bacio</em> di Hayez, dove il gesto amoroso è sospeso tra &nbsp;passione di esserci e un addio, tra desiderio e la fuga: un amore che nasce, cresce e si consuma nell’attimo stesso in cui si compie.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="822" height="1024" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-6-822x1024.png" alt="" class="wp-image-4362" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-6-822x1024.png 822w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-6-482x600.png 482w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-6-768x957.png 768w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-6.png 963w" sizes="(max-width: 822px) 100vw, 822px" /></figure>



<p><br />Si potrebbero anche citare gli abbracci materni delle Madonne del Rinascimento, da Giotto a Michelangelo, da Raffaello fino a Caravaggio, dove la tenerezza si intreccia al presagio della perdita ma non per questo privi di protezione e amore.<br />In quelle immagini l’abbraccio diventa la metafora più alta dell’amore umano, fatto di unione e separazione, di cura e fragilità.</p>



<p>Forse è proprio per questo che torno a disegnare il corpo: perché nel gesto che accoglie, nel contatto che consola, riconosco la verità più semplice.</p>



<p>Non un corpo da osservare, ma un corpo che <strong>ricuce</strong>; non una figura da ammirare, ma una <strong>presenza che riscalda</strong>.</p>



<p>In fondo, l’abbraccio è l’origine di tutto: è nascita, conforto, riconciliazione.<br />Forse la memoria di una vicinanza che ci salva, anche solo per un istante, dall’essere soli; è tutto questo è il corpo a comunicarcelo con le sue forme, il suo calore la sua presenza.</p>



<p>Presenza che è calore, come già detto, ma anche contatto e appartenenza: una comunicazione che non ha bisogno di spiegarsi ma che quando manca si sente come se mancasse quel luogo che chiamiamo “casa”.</p>



<p>E se ci pensiamo la psicologia ha spesso descritto il corpo come la nostra prima casa. Infatti il corpo custodisce la storia delle nostre emozioni: è una biografia silenziosa, fatta di tensioni muscolari, di gesti trattenuti, di abbandoni e a volte anche cicatrici sia fisiche che psicologiche perché ciò che la mente dimentica, il corpo ricorda come una mappa della nostra vita.</p>



<p>Ogni linea del disegno, in fondo, è un tentativo di rendere visibile questa vita che scorre sotto la pelle.</p>



<p>È la sospensione di ogni distanza, un istante in cui il corpo smette di essere confine e diventa <strong>rifugio&#8230;</strong>È una dichiarazione di pace, un “resta” sussurrato senza voce.</p>



<p>Il corpo, allora, non è soltanto un limite, ma un ponte tra dentro e fuori, tra passato e presente, tra solitudine e contatto. Disegnarlo è un atto di ascolto: un modo per dire &#8220;sono qui&#8221;; ma anche &#8220;tu sei qui con me&#8221;.</p>



<p>E forse è proprio questo il senso più profondo dei miei disegni a carboncino, ovvero ritrovare nel disegno, nel corpo che disegno, il calore dell&#8217;umano, la quiete dopo il disordine, la certezza che, nei momenti più oscuri, esiste un rifugio possibile: <strong>l&#8217;abbraccio di un corpo.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"></h3><p>The post <a href="https://www.memini.it/il-corpo-come-rifugio/">Il corpo come rifugio</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.memini.it/il-corpo-come-rifugio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Contrasto Chiaro e Scuro &#8211;  linguaggio dell’anima</title>
		<link>https://www.memini.it/contrasto-chiaro-e-scuro-linguaggio-dellanima/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=contrasto-chiaro-e-scuro-linguaggio-dellanima</link>
					<comments>https://www.memini.it/contrasto-chiaro-e-scuro-linguaggio-dellanima/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 19:21:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[me?!]]></category>
		<category><![CDATA[carboncino]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.memini.it/?p=4346</guid>

					<description><![CDATA[<p>Che cos’è il carboncino? È probabilmente la più antica forma di disegno, il primo strumento con cui l’uomo ha tracciato</p>
<p>The post <a href="https://www.memini.it/contrasto-chiaro-e-scuro-linguaggio-dellanima/">Contrasto Chiaro e Scuro –  linguaggio dell’anima</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" width="769" height="1024" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/img-20251008-wa00454447466959932435702-769x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4345" style="width:432px;height:auto" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/img-20251008-wa00454447466959932435702-769x1024.jpg 769w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/img-20251008-wa00454447466959932435702-450x600.jpg 450w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/img-20251008-wa00454447466959932435702-768x1023.jpg 768w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/img-20251008-wa00454447466959932435702-1153x1536.jpg 1153w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/img-20251008-wa00454447466959932435702.jpg 1501w" sizes="(max-width: 769px) 100vw, 769px" /></figure>



<p>Che cos’è il carboncino? È probabilmente la più antica forma di disegno, il primo strumento con cui l’uomo ha tracciato segni sulla pietra o sulle pareti di una caverna. È un materiale primordiale, fragile, quasi polvere: un bastoncino di legno bruciato che conserva dentro di sé la memoria del fuoco. Lavorare col carboncino significa ritornare a quell’origine, alla materia essenziale del segno, alla possibilità di costruire luce attraverso la cenere.</p>



<p>Il carboncino non è mai neutro: porta sempre con sé l’ambivalenza del chiaro e dello scuro. È un mezzo che obbliga a pensare in termini di contrasti, di presenza e assenza, di luce che rivela e ombra che protegge. <strong>Goethe</strong>, nella sua Teoria dei colori, ci ricorda che il nero e il bianco non sono semplici “non-colori”, ma poli di una tensione che genera tutte le altre sfumature. La luce esiste perché c’è l’oscurità che la accoglie, e viceversa.</p>



<p>Questa tensione ha trovato una delle sue espressioni più potenti nell’opera di <strong>Caravaggio</strong>, già citato precedententemente, che ha fatto della luce una lama capace di incidere il buio. Nei suoi dipinti, pensiamo a “<em>Davide con la testa di Golia</em>”, la scena emerge improvvisa dal nero che la circonda: non c’è sfumatura morbida, non c’è gradualità rassicurante, ma uno scontro diretto tra abisso e rivelazione. La luce non abbellisce, non addolcisce: svela la verità dei corpi, delle rughe, della fatica, persino la violenza. Il suo chiaroscuro è un linguaggio morale ed esistenziale, prima ancora che pittorico.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="595" height="737" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-1.png" alt="" class="wp-image-4348" style="width:449px;height:auto" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-1.png 595w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-1-484x600.png 484w" sizes="auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px" /></figure>



<p>Diverso, ma altrettanto intenso, è il chiaroscuro di <strong>Rembrandt</strong>. Nelle sue opere, come ne “<em>la parabola del ricco stolto</em>” anche se qui vi è l’artificio di una candela la luce in realtà sembra provenire dall’interno dei corpi, come un bagliore intimo che non cancella l’ombra ma la accompagna. È un chiaroscuro meditativo, che avvolge piuttosto che trafiggere, e che rende visibile non solo la carne ma l’interiorità.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="669" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-3.png" alt="" class="wp-image-4350" style="width:482px;height:auto" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-3.png 900w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-3-600x446.png 600w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-3-768x571.png 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>



<p><strong>Francisco Goya</strong>, forse più di ogni altro, ha mostrato la potenza inquieta dell’ombra. Nelle sue opere murali “<em>Pinturas negras”</em>, la luce non serve più a glorificare, ma a rivelare la parte più fragile e disturbante dell’essere umano, pensiamo al corpo smembrato in “<em>Saturno che divora i suoi figli</em>” come viene usata la luce per illuminare la violenza di questa scena. Il chiaroscuro diventa linguaggio dell’inconscio, del sogno, della follia o più semplicemente dell’incubo. L’oscurità non è assenza, ma profondità: è la caverna da cui nasce la visione. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="558" height="1024" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-4-558x1024.png" alt="" class="wp-image-4351" style="width:476px;height:auto" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-4-558x1024.png 558w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-4-327x600.png 327w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-4.png 709w" sizes="auto, (max-width: 558px) 100vw, 558px" /></figure>



<p>Tutte queste modalità, così distanti eppure complementari, mostrano come luce e ombra non siano mai soltanto effetti ottici, ma metafore dell’anima. La stessa lezione si rinnova nel disegno a carboncino: il bianco e il nero non descrivono semplicemente una figura, ma costruiscono una tensione che parla di vulnerabilità, di verità, di ciò che si vuole rivelare e di ciò che si sceglie di nascondere.</p>



<p>Ma il chiaroscuro inteso come opposti “luce” e “ombra” non appartiene soltanto all’arte. È una legge dell’esistenza. <strong>Hermann Hesse</strong> lo ha espresso in modo limpido: chi vuole conoscere la luce deve prima riconoscere la propria ombra. Nei suoi romanzi — da <em>Demian</em> a <em>Siddharta</em> — la luce non è mai pura, ma sempre frutto di una riconciliazione interiore. È l’accettazione di tutto ciò che siamo, anche delle zone più oscure. Hesse ci insegna che la pace non è eliminazione del buio, ma equilibrio dinamico tra le forze che ci abitano.</p>



<p>Un pensiero simile, è questo dimostra quanto sia archetipale questo concetto, si ritrova nella <strong>filosofia orientale dello yin e dello yang</strong>. L’ombra e la luce non sono opposti, ma complementari: ogni polo contiene in sé il seme dell’altro. È un ciclo continuo di trasformazione, un respiro cosmico in cui l’una non può esistere senza l’altra. Nel simbolo antico infatti, la parte nera custodisce un punto di bianco, e quella bianca un punto di nero, segno che la totalità si fonda sulla relazione, non sulla purezza.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="488" height="488" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-5.png" alt="" class="wp-image-4352" style="width:198px;height:auto" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-5.png 488w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image-5-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /></figure>



<p>Anche la fotografia in bianco e nero, così amata ancora oggi, funziona allo stesso modo: elimina la distrazione del colore e concentra l’attenzione sulla sostanza, sulla struttura,<strong> sul contrasto</strong>. Come nota <strong>Riccardo Falcinelli</strong> nei suoi libri, il bianco e nero non impoverisce ma astrae, costringe a vedere l’essenziale.</p>



<p>Per me, dunque, il chiaroscuro non è solo una tecnica, ma un linguaggio dell’anima. L’ombra custodisce e protegge, la luce rivela e ferisce, e il loro incontro crea un equilibrio sempre instabile. La bellezza nasce proprio da questa tensione tra opposti: non dalla perfezione uniforme, ma dal dialogo continuo tra rivelazione e mistero.</p>



<p>Il carboncino, con la sua natura polverosa e instabile, è il mezzo che meglio incarna questa ambivalenza. E’ in questa ambivalenza primitiva vi è tutta la sua natura di sintesi estrema del disegno e della rappresentazione, senza intermediari o attrezzi un semplice pezzo di carbone e le tue dita per sfumare le ombre sulla superficie bianca del foglio. Disegnare con esso significa accettare. Accettare la verità che si cela nel ritratto, accettare che nulla è mai solo luce o solo buio, ma sempre un intreccio. Ed è in questo intreccio che si manifesta la bellezza che cerco: fragile, sospesa, ma vera.</p><p>The post <a href="https://www.memini.it/contrasto-chiaro-e-scuro-linguaggio-dellanima/">Contrasto Chiaro e Scuro –  linguaggio dell’anima</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.memini.it/contrasto-chiaro-e-scuro-linguaggio-dellanima/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ciò che vedo con i miei occhi</title>
		<link>https://www.memini.it/cio-che-vedo-con-i-miei-occhi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cio-che-vedo-con-i-miei-occhi</link>
					<comments>https://www.memini.it/cio-che-vedo-con-i-miei-occhi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 19:12:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[me?!]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.memini.it/?p=4329</guid>

					<description><![CDATA[<p>“noi non vediamo le cose come sono, ma come siamo noi”Talmud&#160; Nella storia dell’arte occidentale, il concetto di bello è</p>
<p>The post <a href="https://www.memini.it/cio-che-vedo-con-i-miei-occhi/">Ciò che vedo con i miei occhi</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“noi non vediamo le cose come sono,<strong> ma come siamo noi</strong>”<br /></em><strong>Talmud&nbsp;</strong></p>
</blockquote>



<p>Nella storia dell’arte occidentale, il concetto di bello è sempre stato legato a un <strong><em>canone</em></strong>. Policleto, nel V secolo a.C., con il suo “Canone”, aveva codificato proporzioni ideali del corpo umano: la bellezza era armonia matematica, equilibrio, misura. Un’idea che ritorna con il Rinascimento, quando Leonardo da Vinci e il suo Uomo vitruviano cerca di racchiudere il corpo umano in rapporti perfetti, simbolo della fusione tra arte e scienza.<br /><br /></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="450" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/10/image.png" alt="" class="wp-image-4330"/></figure>



<p>Nei secoli successivi, questo modello viene variato ma mai del tutto abbandonato: dal trionfo dei corpi di Michelangelo, possenti e tesi di energia interiore, al recupero neoclassico che faceva dei modelli greco-romani un riferimento assoluto. La bellezza era ciò che rispondeva a un equilibrio universale, a un ideale riconosciuto da tutti.</p>



<p>Ma già dentro a questo orizzonte, i grandi artisti hanno iniziato a incrinare le regole. Caravaggio, con i suoi corpi popolari, intesi del popolo, illuminati da tagli drammatici di luce e ombra, rifiutava l’armonia classica in favore della verità. Rembrandt trasformava la ritrattistica in un’indagine psicologica, dove il volto scavato, segnato dal tempo, diventava più eloquente di qualsiasi perfezione.</p>



<p>Con l’arte moderna, la rottura è definitiva. La bellezza non è più il criterio: a volte viene persino negata. Van Gogh riversa sulla tela la propria angoscia e la propria vitalità interiore, con pennellate febbrili che non hanno nulla di armonico. Egon Schiele mostra corpi contorti, fragili, spigolosi, che parlano di inquietudine e vulnerabilità. Edvard Munch, con il famoso “Urlo”, traduce la disperazione universale in un’icona che vibra ancora, ben oltre la forma. In loro, il bello non è neppure soggettivo, ma l’urgenza diventa altro ovvero testimoniare la verità di un vissuto, anche se disturbante.</p>



<p>Questa evoluzione storica mi ha insegnato che il bello non è mai neutrale, né universale. È uno sguardo che cambia, un criterio che riflette il tempo e le sue tensioni. Ma soprattutto mi ha permesso di capire che il bello, per me, non è un ideale da raggiungere, ma un incontro da vivere.</p>



<p>Quando disegno, ciò che vedo con i miei occhi non coincide con il canone, ma con un frammento di verità: una curva che respira, un’ombra che custodisce silenzio, una luce che si posa come rivelazione. L’occhio non è mai un osservatore neutro: fa una scelta continua. Decide il punto di vista, il taglio e quindi cosa portare alla luce e cosa lasciare nell’ombra, e in quella decisione c’è la mia responsabilità e la mia libertà.</p>



<p>Il mio bello non deve essere canonico e spesso non lo è, né necessariamente piacevole. È un bello vissuto: fragile, imperfetto, unico. È il bello che rimane dopo lo sguardo, come traccia di un incontro dove puoi dire “io ti ho vista”.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.memini.it/cio-che-vedo-con-i-miei-occhi/">Ciò che vedo con i miei occhi</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.memini.it/cio-che-vedo-con-i-miei-occhi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tregua</title>
		<link>https://www.memini.it/tregua/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tregua</link>
					<comments>https://www.memini.it/tregua/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 08:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[tregua]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.memini.it/?p=4297</guid>

					<description><![CDATA[<p>Luca Memini – Tregua – 2025 – Olio su tela</p>
<p>The post <a href="https://www.memini.it/tregua/">Tregua</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="769" height="1024" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/06/tregua-769x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-4298" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/06/tregua-769x1024.jpeg 769w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/06/tregua-450x600.jpeg 450w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/06/tregua-768x1023.jpeg 768w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/06/tregua-1153x1536.jpeg 1153w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/06/tregua.jpeg 1537w" sizes="auto, (max-width: 769px) 100vw, 769px" /></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Luca Memini – Tregua – 2025 – Olio su tela</p>
</blockquote><p>The post <a href="https://www.memini.it/tregua/">Tregua</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.memini.it/tregua/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Segreti</title>
		<link>https://www.memini.it/segreti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=segreti</link>
					<comments>https://www.memini.it/segreti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 20:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[carboncino]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[sensualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.memini.it/?p=4245</guid>

					<description><![CDATA[<p>Luca MeminiSegreti2025 &#8211; Carboncino su carta (21cm x 30cm)</p>
<p>The post <a href="https://www.memini.it/segreti/">Segreti</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="707" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/03/image_editor_output_image-1298621328-17414661739713114537942517275829.jpg" alt="" class="wp-image-4249" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/03/image_editor_output_image-1298621328-17414661739713114537942517275829.jpg 576w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/03/image_editor_output_image-1298621328-17414661739713114537942517275829-489x600.jpg 489w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Luca Memini<br />Segreti<br />2025 &#8211; Carboncino su carta (21cm x 30cm)</p>
</blockquote><p>The post <a href="https://www.memini.it/segreti/">Segreti</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.memini.it/segreti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La maschera che indossiamo</title>
		<link>https://www.memini.it/la-maschera-che-indossiamo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-maschera-che-indossiamo</link>
					<comments>https://www.memini.it/la-maschera-che-indossiamo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 08:58:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[me?!]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[stanchezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.memini.it/?p=4234</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi riflettevo su quanto sia faticoso dover essere sempre quello che ci si aspetta per gli altri.Ho bisogno di pace&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.memini.it/la-maschera-che-indossiamo/">La maschera che indossiamo</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi riflettevo su quanto sia faticoso dover essere sempre quello che ci si aspetta per gli altri.<br />Ho bisogno di pace&#8230;</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.memini.it/la-maschera-che-indossiamo/">La maschera che indossiamo</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.memini.it/la-maschera-che-indossiamo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Orizzonte di Luce</title>
		<link>https://www.memini.it/orizzonte-di-luce/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=orizzonte-di-luce</link>
					<comments>https://www.memini.it/orizzonte-di-luce/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 20:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[aurora]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[sensazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.memini.it/?p=4224</guid>

					<description><![CDATA[<p>Luca Memini &#8211; Notte di Luce &#8211; 2025 – Olio su tela</p>
<p>The post <a href="https://www.memini.it/orizzonte-di-luce/">Orizzonte di Luce</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/01/20250129_2122505035197368260005964-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4223" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/01/20250129_2122505035197368260005964-1024x576.jpg 1024w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/01/20250129_2122505035197368260005964-600x338.jpg 600w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/01/20250129_2122505035197368260005964-768x432.jpg 768w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/01/20250129_2122505035197368260005964-1536x864.jpg 1536w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2025/01/20250129_2122505035197368260005964.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Luca Memini &#8211; Notte di Luce &#8211; 2025 – Olio su tela</p>
</blockquote><p>The post <a href="https://www.memini.it/orizzonte-di-luce/">Orizzonte di Luce</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.memini.it/orizzonte-di-luce/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Frammenti di cielo</title>
		<link>https://www.memini.it/frammenti-di-cielo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=frammenti-di-cielo</link>
					<comments>https://www.memini.it/frammenti-di-cielo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 18:11:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[cielo]]></category>
		<category><![CDATA[colore]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.memini.it/?p=4206</guid>

					<description><![CDATA[<p>Luca Memini &#8211; Frammenti di Cielo &#8211; 2024 – Olio su tela</p>
<p>The post <a href="https://www.memini.it/frammenti-di-cielo/">Frammenti di cielo</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="545" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-14-at-22.38.29-1024x545.jpeg" alt="" class="wp-image-4207" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-14-at-22.38.29-1024x545.jpeg 1024w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-14-at-22.38.29-600x320.jpeg 600w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-14-at-22.38.29-768x409.jpeg 768w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-14-at-22.38.29-1536x818.jpeg 1536w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-14-at-22.38.29.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Luca Memini &#8211; Frammenti di Cielo &#8211; 2024 – Olio su tela</p>
</blockquote>



<p></p><p>The post <a href="https://www.memini.it/frammenti-di-cielo/">Frammenti di cielo</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.memini.it/frammenti-di-cielo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>mindfully</title>
		<link>https://www.memini.it/mindfully/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mindfully</link>
					<comments>https://www.memini.it/mindfully/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 19:37:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[me?!]]></category>
		<category><![CDATA[aspettative]]></category>
		<category><![CDATA[delusioni]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[malinconia]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.memini.it/?p=4135</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni tanto bisogna spegnere i pensieri&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.memini.it/mindfully/">mindfully</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="606" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/09/20240914_195304213888738807732566-1024x606.jpg" alt="tramonto" class="wp-image-4134" srcset="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/09/20240914_195304213888738807732566-1024x606.jpg 1024w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/09/20240914_195304213888738807732566-600x355.jpg 600w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/09/20240914_195304213888738807732566-768x454.jpg 768w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/09/20240914_195304213888738807732566-1536x908.jpg 1536w, https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/09/20240914_195304213888738807732566-2048x1211.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ogni tanto bisogna spegnere i pensieri&#8230;</p><p>The post <a href="https://www.memini.it/mindfully/">mindfully</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.memini.it/mindfully/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il coraggio di sparire&#8221; dì Elena Bernabè</title>
		<link>https://www.memini.it/il-coraggio-di-sparire-elena-bernabe/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-coraggio-di-sparire-elena-bernabe</link>
					<comments>https://www.memini.it/il-coraggio-di-sparire-elena-bernabe/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 18:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[me?!]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.memini.it/?p=4110</guid>

					<description><![CDATA[<p>Bisognerebbe trovare anche il coraggio di sparire.Di allontanarsi dal mondoper avvicinarsi ancor di piùa se stessi.Come fa la luna,che appare</p>
<p>The post <a href="https://www.memini.it/il-coraggio-di-sparire-elena-bernabe/">“Il coraggio di sparire” dì Elena Bernabè</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="291" src="https://www.memini.it/wp-content/uploads/2024/06/acqua_peter_carsten1.jpg" alt="" class="wp-image-4111"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Bisognerebbe trovare anche il coraggio di sparire.<br />Di allontanarsi dal mondo<br />per avvicinarsi ancor di più<br />a se stessi.<br />Come fa la luna,<br />che appare solo quando è il momento di emergere<br />e lo fa poco a poco,<br />con garbo e con delicatezza.<br />Poi sparisce di nuovo,<br />per un altro ciclo, per un altro cambiamento.<br />Nessuno la giudica o la considera egoista<br />per i suoi ritiri dal mondo.<br />Noi invece abbiamo paura di sparire,<br />dalle persone, dalle situazioni, dall’immagine che abbiamo di noi<br />e di lasciare il mondo senza la nostra presenza.<br />Così continuiamo in modo ostinato ad esserci,<br />con fatica,<br />con immenso sforzo,<br />anche se ci sentiamo chiamati ad andare altrove.<br />Ah, come sarebbe tutto più semplice<br />se imparassimo a sparire,<br />a nasconderci,<br />a ritirarci<br />dalla vita.<br />È solo allontanandoci<br />che possiamo avere una visione più completa e chiara<br />del panorama<br />della nostra esistenza.<br />Sparire non vuol dire fuggire,<br />ma andare nell’unico luogo dove risiedono tutte le domande:<br />dentro se stessi.<br />Sparire vuol dire farsi da parte<br />e permettere agli altri di esistere<br />anche e soprattutto senza di noi.<br />Sparire vuol dire imparare ad esserci<br />solo con il cuore.<br />Significa poi ritornare<br />rigenerati, cambiati, ricchi<br />d’amore.<br />Bisognerebbe trovare anche il coraggio di sparire,<br />per un po’, per molto o per sempre,<br />per tutto il tempo che serve<br />a capire come toccare l’anima,<br />la propria e quella degli altri.<br />Allora sì, si potrà poi riapparire<br />e la propria presenza<br />diverrà carezza,<br />per chiunque vorrà riceverla.</p>



<p><strong>Elena Bernab</strong>è</p>
</blockquote><p>The post <a href="https://www.memini.it/il-coraggio-di-sparire-elena-bernabe/">“Il coraggio di sparire” dì Elena Bernabè</a> first appeared on <a href="https://www.memini.it">Memini.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.memini.it/il-coraggio-di-sparire-elena-bernabe/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
