Posts Tagged ‘Soccorritore’

IMG-20131214-WA0015

Simulazione CRI Garbagnate – 14/12/13

Ecco qui, una mia foto scattata durante una simulazione organizzata dalla Croce Rossa di Garbagnate Milanese… per fortuna era solo un manichino perchè poi è seguita una rianimazione! 😉

Nei miei giri su internet mi sono ritrovato sul blog “Bizzarro Bazar“, mi ha molto incuriosito l’articolo sulla Sconosciuta della Senna perchè ero più o meno al corrente da dove deriva appunto il famoso manichino di rianimazione “Rescue Annie” (o Resusci Annie) che tanto ho utilizzato nelle mie ore di corso sia come allievo che come istruttore… ma non l’avevo mai trovata così completa e precisa, vi lascio all’articolo così come l’ho trovato (spero che l’autore non si offenda per il copy && paste)

 

Articolo tratto da “Bizzarro Bazar” (http://bizzarrobazar.wordpress.com/)
Parliamo oggi di una delle più romantiche ed enigmatiche figure di inizio ’900: l’inconnue de la Seine.

 

La leggenda vuole che a Parigi, a fine ’800, il corpo di una donna venisse ripescato dalla Senna – avvenimento non straordinario per l’epoca. Portata all’obitorio, un operatore funebre restò affascinato dalla sua bellezza, ma sopratutto rimase impressionato dal sorriso della ragazza: un sorriso che restituiva una tale idea di pace e serenità da ricordare quello della Gioconda. La giovane suicida doveva aver trovato, nel suo ultimo gesto, quella felicità che le era stata negata in vita.

Così l’impiegato della morgue eseguì una maschera mortuaria della bella sconosciuta, cioè un calco in gesso del suo viso. Dopodiché il corpo fu esposto nella vetrina dell’obitorio, com’era uso fare a quei tempi, affinché qualcuno dei passanti potesse identificarlo (vista con occhi contemporanei, una simile usanza può sembrare strana ma la morte, allora, non era ancora il tabù occultato e nascosto che è al giorno d’oggi).

Nessuno riconobbe la salma, che trovò una sepoltura comune e anonima.

Da quando la leggenda si diffuse, la “sconosciuta della Senna” divenne in breve tempo un clamoroso caso che stimolava la fascinazione macabra della Parigi bohémienne dei primi del ’900. Cominciarono a circolare molte copie della maschera mortuaria, che andarono a ruba. Una seconda serie di calchi venne addirittura fatta a partire da una fotografia di quello originale, e queste “copie di copie” riproducevano dei dettagli compleamente irrealistici – ma tant’è, anche questa seconda ondata fu esaurita nel giro di pochi mesi. Pareva che tutti gli intellettuali e gli artisti fossero innamorati di questo viso enigmatico, e mille dissertazioni furono fatte sul suo sorriso e su quello che poteva rivelare della vita, della posizione sociale o della morte della povera ragazza. Le maschere mortuarie dell’inconnue addobbavano case e salotti esclusivi: secondo quanto riportato da alcune testimonianze, la ragazza divenne addirittura un ideale erotico, tanto da ispirare l’acconciatura dei capelli di un’intera generazione femminile, e da suggerire ad attrici del teatro e del cinema il look vincente.

La sconosciuta della Senna apparve in poemi, romanzi, pièce teatrali, novelle – ma non stiamo parlando di libriccini scandalistici. Per farvi capire la statura degli autori che ne scrissero, basta un veloce elenco di nomi: Rilke, Nabokov, Camus, Aragon, più recentemente Palahniuk

Ma chi era veramente la sconosciuta della Senna? Mille teorie sono state avanzate, tra cui quella che vuole che la giovane donna non fosse morta suicida, ma vittima di un omicidio. Il dottor Harry Battley è convinto di aver trovato in un negozio di anticaglie una fotografia della sconosciuta ancora in vita. Secondo le sue “ricerche” si tratterebbe di un’artista ungherese di music-hall, invischiata in un torbido adulterio di cui avrebbe pagato le conseguenze… insomma, vi risparmiamo i dettagli: la fotografia è interessante, ma la teoria che ci sta dietro è quantomeno bislacca.

La verità è probabilmente molto lontana dalla leggenda, e sicuramente molto meno romantica. Chiunque abbia un minimo di familiarità con le scienze forensi avrà già capito che il volto dell’inconnue ha davvero poche possibilità di essere il volto di un’annegata. Georges Villa, illustratore, dice di avrer saputo dal suo maestro Jules Lefebvre che il modello era in realtà una giovane donna morta di tubercolosi nel 1875.

Che il pesante calco utilizzato per le maschere mortuarie potesse poi immortalare un lieve e delicato sorriso come quello della sconosciuta, è altrettanto improbabile. Il sorriso potrebbe, in effetti, essere stato scolpito a posteriori sul negativo del calco. Secondo Claire Forestier, che lavora nella ditta di modelli in gesso che probabilmente all’epoca prese il calco, la sconosciuta non era affatto morta, ma era una viva e vegeta modella di 16 anni.

Non sapremo mai con certezza l’identità della sconosciuta che appassionò e fece innamorare mezza Europa. Ma la sua macabra storia finisce con un inaspettato, surreale happy ending.

Nel 1958, in America, venne costruito il primo manichino di addestramento per il pronto soccorso, chiamato Rescue Annie (o Resusci Annie). Indovinate un po’? I suoi inventori decisero di regalargli il volto della sconosciuta della Senna. Utilizzato nell’addestramento al massaggio cardiaco e alla respirazione bocca a bocca, il volto della sconosciuta (oltre ad aver contribuito a salvare molte vite) divenne così “il più baciato del mondo”.

Un sito (in inglese) che esplora in modo molto approfondito la leggenda, le teorie di omicidio ma soprattutto l’eredità lasciata da questa figura nella letteratura, nell’arte e nella musica del ’900 è The Legend Of The Inconnue.

 

Rescue Annie - (clicca per ingrandire)

Oggi ho deciso di scomodare i dadi di Giulio Cesare… si bhe non è che mi sono messo a giocare d’azzardo!!!
La situazione è la seguente, ieri ho ufficialmente consegnato le dimissioni dal ruolo di istruttore in associazione…. questa scelta è maturata dopo varie problematiche insorte, visioni diverse sul ruolo e le conoscenze del soccorritore (ok non apriamo il dibattito) e il modo di formare il nuovo personale… ma anche il moltiplicarsi di impegni personali che non mi permettono di seguire tutto “bene” come vorrei.
E’ stata dolorosa come scelta, in questi anni ho messo tanto impegno e tempo per arrivare a questo ruolo, impegno e tempo per insegnare a nuove persone come si soccorre ed ed una bella gratificazione vederli uscire in servizio per portare soccorso a qualcuno.
Forse, come dice Giuly, e giusto che si chiuda un capitolo per iniziarne uno nuovo… non posso darle tutti i torti anzi devo darle pienamente ragione!
… però un tarlo mi assila: avrei potuto dare di più?

Il 4 dicembre si festeggia la ricorrenza di Santa Barbara martire, protettrice dei Vigili del Fuoco, quest’anno però alla basilica di Ss. Eusebio e Maccabei a Garbagnate Milanese si è tenuta una cerimonia molto particolare e, a detta di alcuni, emozionate.

Si  la cerimonia è stato molto particolare perché oltre essere incentrata su Santa Barbara e i Vigili del Fuoco (che teneva un picchetto accanto all’altare) subito dopo l’omelia c’è stata la consegna dei fregi ai nuovi pompieri.
Ovviamente io ero tra i ragazzi schierati davanti all’altare ad aspettare che il capo distaccamento ci consegnasse i fregi accompagnato dal sindaco… e bhe.. è stato molto emozionate come momento e penso anche bello visto da fuori, ovvero per chi non vive la realtà dei vigili del fuoco tutti i giorni.

Finita la funzione sul sagrato della chiesa e davanti alla croce con le scale c’è stata la benedizione dei mezzi e dopo aver cantato tutti assieme “il pompiere paura non ne ha” (improvvisata mamma mia che ridere!) si è fatto le fotografie di rito…
In testa all’articolo si vede quella di gruppo, con le autorità civili e militari oltre che alle varie associazioni a noi “vicine” e che hanno voluto partecipare a questo momento di festa… e ovviamente la mia ragazza… appena riesco a sistemare la foto pubblico la nostra con lei che indossa il mio casco 😀

L’ultima foto che voglio pubblicare, per il momento, e quella qui sotto fatta con i ragazzi della Croce Viola Cesate oltre che Michela… bhe ci tenevo a pubblicarla perché a parte Paolone e la mia ragazza tutti gli altri sono stati miei allievi in questi anni di attività come istruttore… ed è stata una bella soddisfazione vedervi tutti in divisa a festeggiare questo momento con me 🙂

T.P.S.S. - Da Internet

Questo  ultimo week end di corso è stato un decisamente tranquillo rispetto ai passati (per fortuna?), sabato nel distaccamento di Magenta abbiamo affronto le Tecniche di Soccorso Sanitario (T.P.S.S.), ma non è stato un corso per formare operatori T.P.S.S. ma un incontro informatico su che che cosa sono queste tecniche, su cosa si basano e una piccola infarinatura su come muoversi in caso di problemi “sanitari”… tutti hanno provato a fare una rianimazione cardiopolmonare (con il bocca-a-bocca e le compressioni toraciche esterne) e tutti si sono resi conto delle piccole difficoltà che ci possono essere in queste manovre, per la parte di trauma come pratica si è affrontata solo la manovra di Rautek (da fare solo in casi estremi) mentre è stato spiegato che è meglio “non muovere” il paziente in caso di eventi traumatici e come immobilizzare il rachide cervicale nella vari casistiche di evento traumatico (incidente stradale o caduta dall’alto etc).
Importantissima è stata, secondo me, la parte di infettivologia e rischio ambientale che c’è stata alla fine dove si è affrontato in maniera semplice i rischi che spesso “non vediamo”…

L’istruttore è stato veramente bravo a semplificare molto il discorso (e il corso) per farlo stare dentro la giornata ed è stato contento scoprire che sono un istruttore 118 cosi’ mi ha chiesto supporto nel gestire le postazioni 🙂 (io ho cercato di tenerlo nascosto ma qualcuno mi ha sputtanato all’ultimo :P)

La domenica invece è stata dedicata alle manovre in caso di incendio ai piani alti con condotta che scende lungo la tromba delle scale tutto con immissione di acqua nelle tubazioni, mentre l’altra metà della giornata è stata tenuta dagli esperti S.A.F. del comando di Milano, questi ci hanno spiegato le basi del S.A.F. e assieme abbiamo fatto la manovra per recupero o di discesa assistita, e qui abbiamo messo in pratica tutti i nodi che abbiamo imparato in questo corso…

Ormai mancano solo 2 weekend e poi ci sarà l’esame finale… prevedo scale scale scale 😀

Navigando sul blog di Emiliano Bruni mi sono reso conto che sono passati già 5 anni dall’ultima revisione delle linee guida (2010) di rianimazione da parte del ERC (European Resuscitation Council)

In linea di massima, da quanto ho capito, viene confermata la linea di quelle emesse nel 2005, nessuna rivoluzione quindi! Però si può notare che si sta aggiustando il tiro su alcune cose, dalle note emanate dall’IRC (Italian Resuscitation Council) si possono notare alcune cose interessanti come:

Inserimento delle compressioni toraciche ANCHE durante la carica del defibrillatore (D.A.E.)
Nell’arresto “non testimoniato” non è più obbligatorio effettuare i due minuti di rianimazione pre-shock se il D.A.E. e subito disponibile.
E tolta l’obbligatorietà della valutazione del polso centrale nella valutazione C nel paziente pediatrico
Si sta, decisamente, ridimensionando l’utilizzo dell’ossigeno in ambiente extra-ospedaliero per evitare danni da iperossiemia.

    Ovviamente, come già successo nel 2005, queste sono linee guida.. ora spetta ai 118 di competenza definire come adattare i vari protocolli locali a queste nuove indicazione… intanto aspettiamo! 😉

    Sabato scorso, 31 luglio 2010, con i Vigili del Fuoco di Garbagnate Milanese si è organizzato un addestramento incentrato sulle nuove tecniche di taglio delle autovetture in caso di incidenti stradali.

    La lezione è stata tenuta da un istruttore dei Vigili del Fuoco di Milano e, oltre i vigili effettivi, sono stati invitati anche gli aspiranti… come me 🙂
    La prima parte della lezione era teorica dove è stato illustrata l’evoluzione delle tecnologie costruttive delle autovetture (e degli autoarticolati), di come sono migliorati i dispositivi di sicurezza atti alla salvaguardia della vita per gli occupanti dell’automezzo… evoluzioni che però portano a severe complicanze nella fase del soccorso sia per la maggior resistenza che offrono questi metalli al taglio sia per le insidie che possono nascondere come un airbag rimasto inesploso.

    La seconda parte è stata “sul campo”, con una macchina predisposta (per la demolizione :P) e adagiata sul lato del conducente si è iniziato a valutare i pericoli della scena e metterla in sicurezza per poter operare al meglio.
    Difatti vista le precarie condizioni del mezzo la prima cosa da fare è un puntellamento su entrambi i lati con appositi sostegni una volta garantita la stabilità si è proceduto all’eliminazione di vetri per raggiungere l’infortunato (al quale ho dovuto applicare un collare cervicale)  per tranquillizzarlo e monitorarlo…
    Infine i vigili hanno proceduto al taglio della capotta per poi aprirla su di un lato, questa manovra ha permesso di creare tutto lo spazio per poter operare sia ai vigili TPSS che ai volontari del soccorso, e procedere all’estrazione dell’infortunato (un fantastico manichino :P).

    Come si può dedurre ho trovato veramente interessante questa lezione sia dal punto di vista di futuro vigile del fuoco (spero..) sia dal punto di vista di soccorritore perchè si è affrontato temi utili al soccorso della persona e al lavoro di squadra… stiamo valutando di “rivedere” un pò la lezione e proporla alla associazioni che effettuano 118 nella zona… vedremo! Per ora godetevi queste 4 foto 🙂

    Progetto PRO.M.E.T.EO

    Posted: 7th maggio 2010 by luca in Soccorritore
    Tags: , ,

    Ieri sera sono stato presso la centrale operativa del 118 di Milano per seguire un corso di abilitazione al progetto PROMETEO (PROgetto Milano Ecg Teletrasmesso ExtraOspedaliero), in sintesi l’obbiettivo principale del progetto consiste nel effettuare un Elettro Cardio Gramma a 12 derivazioni (ECG) entro 10 minuti dalla chiamata al 118 in tutti quei casi (con le dovute eccezioni) in cui si presenta un dolore toracico.
    Questo perchè ? ovviamente per riconoscere quanto più precocemente i casi di infarto (IMASTE) per garantire una alta probabilità di sopravivvenza alla persona.

    Ovviamente però io sono e rimango un soccorritore, non un operatore sanitario specializzato quindi non ho idea di che cosa vogliano dire quelle linee che compaiono sul monitor, qui entra in campo la tecnologia della teletrasmissione, infatti una volta eseguito l’ECG questo viene spedito (via GPRS) alla centrale oprativa 118 competente, dove medico ed infermiere di centrale lo valuteranno e in caso di infarto si proseguirà con l’attivazione di un ospedale adatto a questo tipo di patologia, la trasmissione a questo dell’ECG e, contemporaneamente, l’equipaggio inizierà il trasporto verso lo stesso ospedale.
    Come è evidente i tempi di intervento dal momento dell’insorgenza dell’evento acuto a quello del trattamento mirato per risolverlo sono stati incredibilmente ridotti e se pensiamo al gran numero di ambulanze rispetto alle automediche/infermieristiche capiamo che questo strumento potrà salvare molto vite.

    Per tornare al corso, la erata consisteva in una parte teorica dove si presentava il progetto, si spiegava il funzionamento di un ECG (in particolare del funzionamento dell’ELI10 ) e in quali casi usarlo rispetto a che casi non usarlo. La seconda parte della lezione consisteva nella pratica dell’applicazione degli elettrodi su di un paziente (se siete pelosi vi sconsiglio di fare la cavia… parlo per esperienza!) e di utilizzo di questo strumento con simulazioni di invio e quanto altro.

    Il posizionamento degli elettrodi è relativamente semplice e si dividono in due fasi,la prima consiste nel collegare i 4 agli arti secondo uno schema logico che viene denominato GIRO NEVE e partendo dal polso sinistro e proseguendo in senso antiorario, ovvero:

    Elettrodo GIALLO: polso sinistro
    Elettrodo ROSSO: Polso destro
    Elettrodo NERO: Caviglia destra
    Elettrodo VERDE: Caviglia sinistra

    Successivamente si passa al posizionamento di quelli toracici (o precordiali), qui c’è una sequenza che da descrivere sembra complicatissima ma quando la si esegue una volta si capisce che non è così complicata come sembra!

    In pratica bisogna partire cercando il 4° spazio intercostale destro (attenti che quello sotto alla clavicola è già il 2°!!), qui si posiziona il primo elettrodo (V1), speculare sarà il V2 (quindi a sinistra!), dopo si prosegue posizionato il v4 che è sul 5° spazio intercostale sulla linea che parte dalla metà della clavicola, si traccia una retta il V2 e il V4 e a metà di questa retta si posiziona il V3, il V6 verrà posizionato sull’incrocio delle linee ascellare media e la retta che passa per il V4 e scende lungo il lato sinistro e per ultimo il V5 che va a metà della retta che passa tra il V4 e il V6.

    I più attenti avranno notato che sono stati collegati solo 10 elettrodi eppure si parlava di 12 derivazioni!
    Bhe si è vero ma la faccenda si fa un pò complicata da spiegare: difatto le derivazioni periferiche sono 3 (su 4 fili) e che ne creano altre 3 virtuali (che calcolano il differenziale elettrico tra periferia e cuore), per approfondire questa dettaglio consiglio di cercare su google Triangolo di Einthoven.

    Per concludere: devo ammettere che sono contento di aver avuto questa nuova occasione, vedremo quando la metterò in pratica sul campo.

    Oggi, presso la sala incontri dell’oratorio San Francesco di Cesate villaggio, è iniziato il nuovo corso di primo soccorso rivolto a futuri operatori di ambulanza… ovviamente visto che sono istruttore presso la Croce Viola di Cesate è stato mio compito partecipare alla apertura dei lavori, e mio è stato anche il compito di dare il benvenuto agli iscritti (siamo attorno alle 50 persone), presentare il corso… il tutto è andato bene, purtroppo c’è stato qualche problema con l’impianto audio, ma ora che ho capito il problema non si dovrebbe più presentare… in compenso il nostro direttore sanitario, il dott. Spimpolo, per sbaglio si è portato via la mia cartelletta con tutte le iscrizioni oltre che registri e materiale vario.. mannaggia…

    Ogni volta sono tesissimo quando devo parlare a persone che non conosco…ora sono veramente stanco.. vado a nanna contento.

    Buona notte! 🙂

    Alcuni scatti fatti tra un intervento e l’altro in questa estate lavorativa…. faticoso ma  è stata una bella esperienza!
    Ho conosciuto tante persone nuove, luoggi e modi di lavorare diversi… ma per ora mi fermo qui a raccontare 🙂