Posts Tagged ‘lavoro’

Lavoro o passione?

Posted: 5th settembre 2012 by luca in lavoratore, me?!
Tags: , , ,

Lavoro o Passione ?

Questa mattina mi domandavo qual’è la linea di rottura tra lavoro e passione..
Il mondo è pieno di casi di persone che hanno trasformato la propria passione in lavoro (e di successo) e giorno dopo giorno hanno saputo alimentarla, farla crescere senza mai stufarsene…

Però io ho sempre incontrato più casi in cui è vero esattamente l’opposto… ovvero dove la passione decade e questo diventa solo un “lavoro”, uno strumento per portare a casa uno stipendio a fine mese… senza più nessun interesse e con un pò burnout..!

Vorrei capire qual’è questo valico, se è solo una qustione di visione personale o se è legato ad un contesto sociale / gerarchi non funzionante… e poi… è un difetto tutto Italiano o mondiale?

 

pressapochismo

Posted: 20th luglio 2011 by luca in cittadino, me?!
Tags: , , , ,

Oggi mentre tornavo dalla piscina in moto, forse a causa del poco ossigeno nel mio cervello, riflettevo sul mondo che mi circonda e il modo in cui le persone si pongono nei confronti di un lavoro da svolgere; mi sono reso conto che in qualunque campo regna:

  • Pressapochismo
  • Improvvisazione
  • Cialtroni
  • Quantitià anzichè qualità

Insomma, decisamente deludente!

E chi vuole fare le cose bene? oltre a sbattersi per imparare (vedendosi deridere o scavalcare da cialtroni) poi si deve scontrare con il muro di persone che ti mettono i bastoni tra le ruote…a quel punto o inizia a combattere oppure accetta e ti adegui al sistema…mi domando se è un problema solo dell’Italia o di tutto il mondo!

 

Periodo strano…

Posted: 29th marzo 2011 by luca in lavoratore, me?!
Tags: , ,

Tanti pensieri per la testa… e tanti dubbi sul mio futuro lavorativo e forse questa incertezza traspara dalla quasi totale assenza di post recenti qui sul blog…

Ho iniziato a guardarmi attorno che cosa offre il mondo…

Strano come ciclicamente la mia vita venga totalmente rivoluzionata

L’altro giorno mentre andavo in intervento e intanto guardavo fuori dal finestrino le case che scorrevano veloci e che si alternavano ai campi innevati… dopo tutti questi anni di attese e ora finalmente lì “di partenza”…ero contento e dentro me dicevo che era questo che volevo…
No, non era l’emozione per la sirena…questa l’ho già vissuta in tutti questi anni di ambulanza ma nemmeno l’adrenalina per l’intervento, ero cosciente si trattasse di una cosa abbastanza tranquilla…
Ora sono all’inizio di questo percorso e quello che verrà in futuro lo decideranno le mie azioni e un pizzico di fortuna… di certo ci proverò a farlo diventare il mio lavoro.. 🙂

Quando sei in crisi perchè, al lavoro, niente va come vorresti, fai questo:
fermati ad una farmacia e compra un termometro rettale Johnson&Johnson (questa marca, non altre!).
Aprilo e leggi le istruzioni, qui troverai una frase significativa:
“Ogni termometro rettale è stato personalmente provato nella nostra fabbrica”
Ora ripeti ad alta voce per 5 volte: sono felice di non lavorare nel controllo qualità di Johnson & Johnson.

Ora ridi!

(– da Internet)

Il principio di Peter

Posted: 27th settembre 2010 by luca in lavoratore
Tags: , , ,

Ovvero come essere felici di non aver avuto una promozione!

No no non vi voglio parlare di Peter Griffin ( anche se potrebbe fare al caso nostro ) ma di Laurence J. Peter che nel 1969 pubblico “The Peter Principle”, un testo che si sviluppa attorno all’enunciato del “Principio di Peter” conosciuto anche come Principio di Incompetenza.

In una gerarchia ogni membro tende a raggiungere il proprio livello di incompetenza.

Ovviamente il concetto di fondo è che, ad esempio, in un’azienda un impiegato si dimostra in grado di assolvere bene il suo compito, questi verrà promosso al livello immediatamente superiore, nel quale dovrà assolvere un compito differente e più difficile.
Poichè però una nuova posizione richiede competenze diverse e/o maggiori, non è così scontato che le buone prestazioni fornite in un determinato settore siano correlate con la capacità di svolgere un altro compito ad un altro livello.
Appare evidente, quindi, che l’impiegato possa aver raggiunto il proprio livello di incompetenza, ovvero la condizione in cui non è in grado di svolgere il compito assegnato e di conseguenza non ha più alcuna possibilità di essere promosso, ponendo fine alla propria carriera e rimanendo in una mansione imbarazzata.
Secondo Laurence il risultato inevitabile di una pratica del genere è la diffusione di incompetenza in tutta l’organizzazione… ovviamente 🙂

delusione [de-lu-sió-ne] s.f.

1 – Stato d’animo di tristezza provocato dalla constatazione che le aspettative, le speranze coltivate non hanno riscontro nella realtà SIN disinganno, frustrazione: d. amorosa; dare una d.
2
estens. Chi o ciò che provoca tali stati d’animo o che semplicemente non appaga SIN fallimento, fiasco: il viaggio è stato una d.

E un pò che rifletto sul senso delle parole, e mi ero soffermato su questa parola perchè in questo periodo l’ho sentita molto vicina a me, per una serie di circostanze che mi hanno fatto appunto sentire deluso per quello che stavo osservando… o meglio vivendo.

Mi rendo conto che l’idea o le aspettative che avevi nei confronti delle persone che mi circondano, dagli amici ai colleghi, non sono quelle che speravo… la prima reazione è la rabbia, quella violenta da uralare in faccia con tutta la voce che hai…
Ma poi quando a freddo ci ripenso mi rendo conto sono io che sbalgio… sono troppo fiducioso delle persone, sopravaluto…

devo imparare ad essere meno sognatore e fiducioso negli altri per smettere di sentirmi sempre così…  alla fine se non ti aspetti niente dalle persone non puoi rimanere deluso…

Forse non tutti sanno che non mi capita spesso di andare in ferie ad agosto, anzi negli ultimi anni non ci sono andato proprio.. principalmente perchè non amo i posti affollati, ritrovarmi a fare code kilometriche e sclerare per nulla… pure in ferie!

La differenza rispetto agli scorsi anni e che questo ho deciso di trascorrerlo in maniera più furba, aprofittare del minor carico di lavoro in azienda e arrotondare lo stipendio facendo un secondo lavoro… ovviamene cosa potevo fare che non sia in conflitto con gli interessi della mia azienda?
Il soccorritore 🙂

Ebbene si, ho messo a frutto gli anni di esperienza soccorritore del 118Milano in croce viola a cesate per dare supporto a Rho Soccorso nella copertura delle loro due convenzioni..
Un pò l’idea mi spaventa lo ammetto, sei li’ con tanta gente che non conosci, lavorano in modo diverso, ritmi diversi… etc etc… però sicuramente mi darà un qualcosa in più questo incontro…
Per ora è andata bene, ho fatto solo due turni con 1 sola uscita (un codice verde tra l’altro, nulla di grave)… vedremo sabato che ho il prossimo turno! : )

Terremoto_abruzzo
A firefighter comforts a colleague near a collapse building in Aquila
April 6, 2009. A powerful earthquake struck a huge swathe of central Italy as residents slept on Monday morning, killing at least 27 people when houses, churches and other buildings collapsed.  REUTERS/Alessandro Bianchi
_
In questi giorni sono stato molto attento alle notizie provenienti dai giornali e televisioni riguardo a questo disastro, alle prime notizie subito ho ripercorso la mia breve vita e mi sono ricordato del terremoto avvenuto nel 97 (credo) nelle marche-umbria.
Ma basta sfogliare un libro di storia dell’ultimo secolo per apprendere che l’Italia, sopratutto quella centro meridionale, è una zona fortemente sismica (abbiamo anche qualche vulcano in attività), ma perchè non impariamo dalla storia?
Perchè alcuni individui, palazzinari o se preferiamo mafiosi, pensano solo alla logica del profitto?
Com’è possibile che un’ospedale di recente costruzione in un’area notoriamente sismica si sia afflosciato manco fosse un castello di carte da gioco?!
Adesso da tutti gli schieramenti politici si alzeranno (o si stanno già alzando) cori di indignazione verso questi piccoli scandali… mi domando, ma 300 morti erano proprio necessari per capirlo? e ancora, quanto dureranno questi cori?
Probabilmente fino a quando questa tragedia sarà rimossa dalla mente delle persone, fino a quando torneremo a credere che un terremoto e un evento da “paese del 3° mondo in un paese civile queste  cose non succedono”.
Un pensiero a tutti i miei colleghi soccorritori che stanno facendo un lavoro immenso e fantastico, nonostante le difficoltà tecniche e la mancanza di mezzi adeguati (quanti Fiat OM 90 si sono visti in viaggio in questi giorni? com’è possibile che dei corpi fondamentali come quelli del soccorso ci ricordiamo solo quando ne abbiamo bisogno come in questi, disperati, casi? al riguardo c’è questo interessante articolo apparso sul corriere.it).
Alla fine quello che fa la differenza e lo spirito di sacrificio e abnegazione che, mai come in questi momenti, ci contraddistingue.. uno stato vero dentro uno finto.
Riguardo alle domande fattemi da molti, la mia partenza non è ancora stata programmata, come soccorritore la richiesta verso la mia associazione non è stata eccessiva, quindi si sta facendo un piano di partenze programmate per distribuire le risorse in maniera ottimale… visto che i campi rimarranno a lungo e una ricostruzione non è mai una cosa che si fa dall’oggi al domani.
Vedremo nelle prossime settimane se e quando sarà chiamato… come sempre se c’è da lavorare seriamente io ci sono!

nella vita bisogna…

Posted: 26th febbraio 2009 by luca in me?!
Tags: , , , , , , ,

… continuare a cercare o accontentarsi?

mah… buona notte…