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Simulazione CRI Garbagnate – 14/12/13

Ecco qui, una mia foto scattata durante una simulazione organizzata dalla Croce Rossa di Garbagnate Milanese… per fortuna era solo un manichino perchè poi è seguita una rianimazione! 😉

Luca Memini - Foto by Roberto Fontana

Una foto scattata nella sede della S.O.S. di Novate durante la visita dei bambini dell’asilo…

Nei miei giri su internet mi sono ritrovato sul blog “Bizzarro Bazar“, mi ha molto incuriosito l’articolo sulla Sconosciuta della Senna perchè ero più o meno al corrente da dove deriva appunto il famoso manichino di rianimazione “Rescue Annie” (o Resusci Annie) che tanto ho utilizzato nelle mie ore di corso sia come allievo che come istruttore… ma non l’avevo mai trovata così completa e precisa, vi lascio all’articolo così come l’ho trovato (spero che l’autore non si offenda per il copy && paste)

 

Articolo tratto da “Bizzarro Bazar” (http://bizzarrobazar.wordpress.com/)
Parliamo oggi di una delle più romantiche ed enigmatiche figure di inizio ’900: l’inconnue de la Seine.

 

La leggenda vuole che a Parigi, a fine ’800, il corpo di una donna venisse ripescato dalla Senna – avvenimento non straordinario per l’epoca. Portata all’obitorio, un operatore funebre restò affascinato dalla sua bellezza, ma sopratutto rimase impressionato dal sorriso della ragazza: un sorriso che restituiva una tale idea di pace e serenità da ricordare quello della Gioconda. La giovane suicida doveva aver trovato, nel suo ultimo gesto, quella felicità che le era stata negata in vita.

Così l’impiegato della morgue eseguì una maschera mortuaria della bella sconosciuta, cioè un calco in gesso del suo viso. Dopodiché il corpo fu esposto nella vetrina dell’obitorio, com’era uso fare a quei tempi, affinché qualcuno dei passanti potesse identificarlo (vista con occhi contemporanei, una simile usanza può sembrare strana ma la morte, allora, non era ancora il tabù occultato e nascosto che è al giorno d’oggi).

Nessuno riconobbe la salma, che trovò una sepoltura comune e anonima.

Da quando la leggenda si diffuse, la “sconosciuta della Senna” divenne in breve tempo un clamoroso caso che stimolava la fascinazione macabra della Parigi bohémienne dei primi del ’900. Cominciarono a circolare molte copie della maschera mortuaria, che andarono a ruba. Una seconda serie di calchi venne addirittura fatta a partire da una fotografia di quello originale, e queste “copie di copie” riproducevano dei dettagli compleamente irrealistici – ma tant’è, anche questa seconda ondata fu esaurita nel giro di pochi mesi. Pareva che tutti gli intellettuali e gli artisti fossero innamorati di questo viso enigmatico, e mille dissertazioni furono fatte sul suo sorriso e su quello che poteva rivelare della vita, della posizione sociale o della morte della povera ragazza. Le maschere mortuarie dell’inconnue addobbavano case e salotti esclusivi: secondo quanto riportato da alcune testimonianze, la ragazza divenne addirittura un ideale erotico, tanto da ispirare l’acconciatura dei capelli di un’intera generazione femminile, e da suggerire ad attrici del teatro e del cinema il look vincente.

La sconosciuta della Senna apparve in poemi, romanzi, pièce teatrali, novelle – ma non stiamo parlando di libriccini scandalistici. Per farvi capire la statura degli autori che ne scrissero, basta un veloce elenco di nomi: Rilke, Nabokov, Camus, Aragon, più recentemente Palahniuk

Ma chi era veramente la sconosciuta della Senna? Mille teorie sono state avanzate, tra cui quella che vuole che la giovane donna non fosse morta suicida, ma vittima di un omicidio. Il dottor Harry Battley è convinto di aver trovato in un negozio di anticaglie una fotografia della sconosciuta ancora in vita. Secondo le sue “ricerche” si tratterebbe di un’artista ungherese di music-hall, invischiata in un torbido adulterio di cui avrebbe pagato le conseguenze… insomma, vi risparmiamo i dettagli: la fotografia è interessante, ma la teoria che ci sta dietro è quantomeno bislacca.

La verità è probabilmente molto lontana dalla leggenda, e sicuramente molto meno romantica. Chiunque abbia un minimo di familiarità con le scienze forensi avrà già capito che il volto dell’inconnue ha davvero poche possibilità di essere il volto di un’annegata. Georges Villa, illustratore, dice di avrer saputo dal suo maestro Jules Lefebvre che il modello era in realtà una giovane donna morta di tubercolosi nel 1875.

Che il pesante calco utilizzato per le maschere mortuarie potesse poi immortalare un lieve e delicato sorriso come quello della sconosciuta, è altrettanto improbabile. Il sorriso potrebbe, in effetti, essere stato scolpito a posteriori sul negativo del calco. Secondo Claire Forestier, che lavora nella ditta di modelli in gesso che probabilmente all’epoca prese il calco, la sconosciuta non era affatto morta, ma era una viva e vegeta modella di 16 anni.

Non sapremo mai con certezza l’identità della sconosciuta che appassionò e fece innamorare mezza Europa. Ma la sua macabra storia finisce con un inaspettato, surreale happy ending.

Nel 1958, in America, venne costruito il primo manichino di addestramento per il pronto soccorso, chiamato Rescue Annie (o Resusci Annie). Indovinate un po’? I suoi inventori decisero di regalargli il volto della sconosciuta della Senna. Utilizzato nell’addestramento al massaggio cardiaco e alla respirazione bocca a bocca, il volto della sconosciuta (oltre ad aver contribuito a salvare molte vite) divenne così “il più baciato del mondo”.

Un sito (in inglese) che esplora in modo molto approfondito la leggenda, le teorie di omicidio ma soprattutto l’eredità lasciata da questa figura nella letteratura, nell’arte e nella musica del ’900 è The Legend Of The Inconnue.

 

Rescue Annie - (clicca per ingrandire)

Soccorso Persona - da Internet

Sabato notte primo intervento con i miei ex allievi soccorritori; la chiamata è per un soccorso persona in supporto al personale della croce viola cesate; ci vestiamo (dato che eravamo tutti a letto) e ci rechiamo sul posto… ovviamente mettiamo su i DPI adeguati.

Sul posto ci riferiscono che la persona che vive al 1° piano è in casa ma non riesce ad aprire la porta probabilmente a causa di una caduta… la chiamata è stata fatta dai vicini che lo hanno sentito lamentarsi ed effettivamente  lo si sente tutt’ora lamentarsi.

Fortunatamente il balcone da su una piazzetta quindi abbiamo tutto lo spazio per lavorare agevolmente, montiamo due pezzi di scala italiana e mentre Giuliana inizia a salire io recupero la cassetta degli attrezzi e la raggiungo.
Una volta sul balcone scopriamo che una porta finestra fortunatamente era solo “socchiusa” quindi basta spingerla per entrare; in casa non si vedeva nulla, ovviamente tutte le luce erano spente, gli unici bagliori erano quelli delle nostre lampade… abbiamo trovato subito la persona caduta in mezzo al corridoio, era cosciente ma ovviamente molto dolorante..  in questo momento però l’obbiettivo era quello di aprire la porta per far intervenire i soccorritori sanitari, quindi rassicuriamo la persona e procediamo a cercare la porta d’ingresso, fortunatamente la casa non era molto grande!
La difficoltà maggiore è stata individuare quale fosse la chiave per aprire la porta dato che non erano inserite sulla serratura!!! Ma dopo qualche tentativo Giuliana l’ha trovata 🙂

A questo punto il nostro lavoro era terminato, i soccorritori iniziavano già le valutazioni e le necessarie manovre per trattare il paziente… ci rimaneva solo mettere via la nostra attrezzatura e aspettare per dare supporto ai ragazzi del 118 se fosse stato necessario… 🙂

Un intervento che mi è piaciuto molto perchè si è risolto velocemente, senza danni e in maniera positiva (per il paziente), e sopratutto mi è piaciuto il debrifing una volta tornati in caserma per valutare piccole imperfezioni o riflettere su come si è agito e se si poteva fare qualcosa di diverso…

ps: si, dato che i soccorritori erano tutti miei ex allievi sono stato a vedere e cazziare come lavoravano!!! ahahaha 😀

Oggi ho deciso di scomodare i dadi di Giulio Cesare… si bhe non è che mi sono messo a giocare d’azzardo!!!
La situazione è la seguente, ieri ho ufficialmente consegnato le dimissioni dal ruolo di istruttore in associazione…. questa scelta è maturata dopo varie problematiche insorte, visioni diverse sul ruolo e le conoscenze del soccorritore (ok non apriamo il dibattito) e il modo di formare il nuovo personale… ma anche il moltiplicarsi di impegni personali che non mi permettono di seguire tutto “bene” come vorrei.
E’ stata dolorosa come scelta, in questi anni ho messo tanto impegno e tempo per arrivare a questo ruolo, impegno e tempo per insegnare a nuove persone come si soccorre ed ed una bella gratificazione vederli uscire in servizio per portare soccorso a qualcuno.
Forse, come dice Giuly, e giusto che si chiuda un capitolo per iniziarne uno nuovo… non posso darle tutti i torti anzi devo darle pienamente ragione!
… però un tarlo mi assila: avrei potuto dare di più?

Il 4 dicembre si festeggia la ricorrenza di Santa Barbara martire, protettrice dei Vigili del Fuoco, quest’anno però alla basilica di Ss. Eusebio e Maccabei a Garbagnate Milanese si è tenuta una cerimonia molto particolare e, a detta di alcuni, emozionate.

Si  la cerimonia è stato molto particolare perché oltre essere incentrata su Santa Barbara e i Vigili del Fuoco (che teneva un picchetto accanto all’altare) subito dopo l’omelia c’è stata la consegna dei fregi ai nuovi pompieri.
Ovviamente io ero tra i ragazzi schierati davanti all’altare ad aspettare che il capo distaccamento ci consegnasse i fregi accompagnato dal sindaco… e bhe.. è stato molto emozionate come momento e penso anche bello visto da fuori, ovvero per chi non vive la realtà dei vigili del fuoco tutti i giorni.

Finita la funzione sul sagrato della chiesa e davanti alla croce con le scale c’è stata la benedizione dei mezzi e dopo aver cantato tutti assieme “il pompiere paura non ne ha” (improvvisata mamma mia che ridere!) si è fatto le fotografie di rito…
In testa all’articolo si vede quella di gruppo, con le autorità civili e militari oltre che alle varie associazioni a noi “vicine” e che hanno voluto partecipare a questo momento di festa… e ovviamente la mia ragazza… appena riesco a sistemare la foto pubblico la nostra con lei che indossa il mio casco 😀

L’ultima foto che voglio pubblicare, per il momento, e quella qui sotto fatta con i ragazzi della Croce Viola Cesate oltre che Michela… bhe ci tenevo a pubblicarla perché a parte Paolone e la mia ragazza tutti gli altri sono stati miei allievi in questi anni di attività come istruttore… ed è stata una bella soddisfazione vedervi tutti in divisa a festeggiare questo momento con me 🙂

Due corpi molto attivi in Italia e spesso con poche risorse ma con tanto cuore per chi aiutano!

Per chi segue questo blog sicuramente ne sarà al corrente che nel tempo libero (ovvero molto poco) mi diletto nella programmazione Delphi, tutto nasce qualche anno fa per necessità.. infatti il software che utilizzavamo in Croce Viola Cesate scritto in delphi aveva bisogno di modifiche urgenti ed il vecchio programmatore era troppo svogliato per farle.

Allora mi sono armato di manuali, sorgenti e IDE gratuito ho iniziato a lavorarci su…

In questi anni il programma ha cambiato faccia, dalla prima release dove si poteva utilizzare solo una scheda alla volta al multi scheda, dal bde a mysql (nativo).. etc etc..

E mi domandavo, ma tra tutti gli appassionati di soccorso e programmatori… possibile che non ci sia qualcuno che vuole contribuire allo sviluppo???

Elisoccorso Como!

Posted: 14th settembre 2009 by luca in me?!
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Ieri, metre tornavo dalla Valsesia (ne parlavo in questo post!) abbiamo trovat un incidente motociclistico sull’autostrada dei laghi.. mentre ero in coda ho visto da lontano un elicottero che si avvicinava con le luci accese, ho fatto appena in tempo a prendere la macchina fotografica per scattare qualche foto… le prime (che non pubblico) le ho fatte con il 35 mm e si vede l’elisoccorso E-EITD che volteggia sopra alla zona dell’incidente e poi atterra in autostrada per sbarcare l’equipe medica.. in questo lasso di tempo ne ho aprofittato per cambiare ottica e passare alla 200 per fare qualche foto più in grande 🙂

La luce è un pò brutta (erano le 19 di sera con cielo nuvoloso) ed io ero in posizione svantaggiosa… (seduto in macchina, ho cercato di non fare troppo il tamarro sporgendomi fuori), ecco alcuni scatti

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Alcuni scatti fatti tra un intervento e l’altro in questa estate lavorativa…. faticoso ma  è stata una bella esperienza!
Ho conosciuto tante persone nuove, luoggi e modi di lavorare diversi… ma per ora mi fermo qui a raccontare 🙂