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Nei miei giri su internet mi sono ritrovato sul blog “Bizzarro Bazar“, mi ha molto incuriosito l’articolo sulla Sconosciuta della Senna perchè ero più o meno al corrente da dove deriva appunto il famoso manichino di rianimazione “Rescue Annie” (o Resusci Annie) che tanto ho utilizzato nelle mie ore di corso sia come allievo che come istruttore… ma non l’avevo mai trovata così completa e precisa, vi lascio all’articolo così come l’ho trovato (spero che l’autore non si offenda per il copy && paste)

 

Articolo tratto da “Bizzarro Bazar” (http://bizzarrobazar.wordpress.com/)
Parliamo oggi di una delle più romantiche ed enigmatiche figure di inizio ’900: l’inconnue de la Seine.

 

La leggenda vuole che a Parigi, a fine ’800, il corpo di una donna venisse ripescato dalla Senna – avvenimento non straordinario per l’epoca. Portata all’obitorio, un operatore funebre restò affascinato dalla sua bellezza, ma sopratutto rimase impressionato dal sorriso della ragazza: un sorriso che restituiva una tale idea di pace e serenità da ricordare quello della Gioconda. La giovane suicida doveva aver trovato, nel suo ultimo gesto, quella felicità che le era stata negata in vita.

Così l’impiegato della morgue eseguì una maschera mortuaria della bella sconosciuta, cioè un calco in gesso del suo viso. Dopodiché il corpo fu esposto nella vetrina dell’obitorio, com’era uso fare a quei tempi, affinché qualcuno dei passanti potesse identificarlo (vista con occhi contemporanei, una simile usanza può sembrare strana ma la morte, allora, non era ancora il tabù occultato e nascosto che è al giorno d’oggi).

Nessuno riconobbe la salma, che trovò una sepoltura comune e anonima.

Da quando la leggenda si diffuse, la “sconosciuta della Senna” divenne in breve tempo un clamoroso caso che stimolava la fascinazione macabra della Parigi bohémienne dei primi del ’900. Cominciarono a circolare molte copie della maschera mortuaria, che andarono a ruba. Una seconda serie di calchi venne addirittura fatta a partire da una fotografia di quello originale, e queste “copie di copie” riproducevano dei dettagli compleamente irrealistici – ma tant’è, anche questa seconda ondata fu esaurita nel giro di pochi mesi. Pareva che tutti gli intellettuali e gli artisti fossero innamorati di questo viso enigmatico, e mille dissertazioni furono fatte sul suo sorriso e su quello che poteva rivelare della vita, della posizione sociale o della morte della povera ragazza. Le maschere mortuarie dell’inconnue addobbavano case e salotti esclusivi: secondo quanto riportato da alcune testimonianze, la ragazza divenne addirittura un ideale erotico, tanto da ispirare l’acconciatura dei capelli di un’intera generazione femminile, e da suggerire ad attrici del teatro e del cinema il look vincente.

La sconosciuta della Senna apparve in poemi, romanzi, pièce teatrali, novelle – ma non stiamo parlando di libriccini scandalistici. Per farvi capire la statura degli autori che ne scrissero, basta un veloce elenco di nomi: Rilke, Nabokov, Camus, Aragon, più recentemente Palahniuk

Ma chi era veramente la sconosciuta della Senna? Mille teorie sono state avanzate, tra cui quella che vuole che la giovane donna non fosse morta suicida, ma vittima di un omicidio. Il dottor Harry Battley è convinto di aver trovato in un negozio di anticaglie una fotografia della sconosciuta ancora in vita. Secondo le sue “ricerche” si tratterebbe di un’artista ungherese di music-hall, invischiata in un torbido adulterio di cui avrebbe pagato le conseguenze… insomma, vi risparmiamo i dettagli: la fotografia è interessante, ma la teoria che ci sta dietro è quantomeno bislacca.

La verità è probabilmente molto lontana dalla leggenda, e sicuramente molto meno romantica. Chiunque abbia un minimo di familiarità con le scienze forensi avrà già capito che il volto dell’inconnue ha davvero poche possibilità di essere il volto di un’annegata. Georges Villa, illustratore, dice di avrer saputo dal suo maestro Jules Lefebvre che il modello era in realtà una giovane donna morta di tubercolosi nel 1875.

Che il pesante calco utilizzato per le maschere mortuarie potesse poi immortalare un lieve e delicato sorriso come quello della sconosciuta, è altrettanto improbabile. Il sorriso potrebbe, in effetti, essere stato scolpito a posteriori sul negativo del calco. Secondo Claire Forestier, che lavora nella ditta di modelli in gesso che probabilmente all’epoca prese il calco, la sconosciuta non era affatto morta, ma era una viva e vegeta modella di 16 anni.

Non sapremo mai con certezza l’identità della sconosciuta che appassionò e fece innamorare mezza Europa. Ma la sua macabra storia finisce con un inaspettato, surreale happy ending.

Nel 1958, in America, venne costruito il primo manichino di addestramento per il pronto soccorso, chiamato Rescue Annie (o Resusci Annie). Indovinate un po’? I suoi inventori decisero di regalargli il volto della sconosciuta della Senna. Utilizzato nell’addestramento al massaggio cardiaco e alla respirazione bocca a bocca, il volto della sconosciuta (oltre ad aver contribuito a salvare molte vite) divenne così “il più baciato del mondo”.

Un sito (in inglese) che esplora in modo molto approfondito la leggenda, le teorie di omicidio ma soprattutto l’eredità lasciata da questa figura nella letteratura, nell’arte e nella musica del ’900 è The Legend Of The Inconnue.

 

Rescue Annie - (clicca per ingrandire)

T.P.S.S. - Da Internet

Questo  ultimo week end di corso è stato un decisamente tranquillo rispetto ai passati (per fortuna?), sabato nel distaccamento di Magenta abbiamo affronto le Tecniche di Soccorso Sanitario (T.P.S.S.), ma non è stato un corso per formare operatori T.P.S.S. ma un incontro informatico su che che cosa sono queste tecniche, su cosa si basano e una piccola infarinatura su come muoversi in caso di problemi “sanitari”… tutti hanno provato a fare una rianimazione cardiopolmonare (con il bocca-a-bocca e le compressioni toraciche esterne) e tutti si sono resi conto delle piccole difficoltà che ci possono essere in queste manovre, per la parte di trauma come pratica si è affrontata solo la manovra di Rautek (da fare solo in casi estremi) mentre è stato spiegato che è meglio “non muovere” il paziente in caso di eventi traumatici e come immobilizzare il rachide cervicale nella vari casistiche di evento traumatico (incidente stradale o caduta dall’alto etc).
Importantissima è stata, secondo me, la parte di infettivologia e rischio ambientale che c’è stata alla fine dove si è affrontato in maniera semplice i rischi che spesso “non vediamo”…

L’istruttore è stato veramente bravo a semplificare molto il discorso (e il corso) per farlo stare dentro la giornata ed è stato contento scoprire che sono un istruttore 118 cosi’ mi ha chiesto supporto nel gestire le postazioni 🙂 (io ho cercato di tenerlo nascosto ma qualcuno mi ha sputtanato all’ultimo :P)

La domenica invece è stata dedicata alle manovre in caso di incendio ai piani alti con condotta che scende lungo la tromba delle scale tutto con immissione di acqua nelle tubazioni, mentre l’altra metà della giornata è stata tenuta dagli esperti S.A.F. del comando di Milano, questi ci hanno spiegato le basi del S.A.F. e assieme abbiamo fatto la manovra per recupero o di discesa assistita, e qui abbiamo messo in pratica tutti i nodi che abbiamo imparato in questo corso…

Ormai mancano solo 2 weekend e poi ci sarà l’esame finale… prevedo scale scale scale 😀

Sabato scorso, 31 luglio 2010, con i Vigili del Fuoco di Garbagnate Milanese si è organizzato un addestramento incentrato sulle nuove tecniche di taglio delle autovetture in caso di incidenti stradali.

La lezione è stata tenuta da un istruttore dei Vigili del Fuoco di Milano e, oltre i vigili effettivi, sono stati invitati anche gli aspiranti… come me 🙂
La prima parte della lezione era teorica dove è stato illustrata l’evoluzione delle tecnologie costruttive delle autovetture (e degli autoarticolati), di come sono migliorati i dispositivi di sicurezza atti alla salvaguardia della vita per gli occupanti dell’automezzo… evoluzioni che però portano a severe complicanze nella fase del soccorso sia per la maggior resistenza che offrono questi metalli al taglio sia per le insidie che possono nascondere come un airbag rimasto inesploso.

La seconda parte è stata “sul campo”, con una macchina predisposta (per la demolizione :P) e adagiata sul lato del conducente si è iniziato a valutare i pericoli della scena e metterla in sicurezza per poter operare al meglio.
Difatti vista le precarie condizioni del mezzo la prima cosa da fare è un puntellamento su entrambi i lati con appositi sostegni una volta garantita la stabilità si è proceduto all’eliminazione di vetri per raggiungere l’infortunato (al quale ho dovuto applicare un collare cervicale)  per tranquillizzarlo e monitorarlo…
Infine i vigili hanno proceduto al taglio della capotta per poi aprirla su di un lato, questa manovra ha permesso di creare tutto lo spazio per poter operare sia ai vigili TPSS che ai volontari del soccorso, e procedere all’estrazione dell’infortunato (un fantastico manichino :P).

Come si può dedurre ho trovato veramente interessante questa lezione sia dal punto di vista di futuro vigile del fuoco (spero..) sia dal punto di vista di soccorritore perchè si è affrontato temi utili al soccorso della persona e al lavoro di squadra… stiamo valutando di “rivedere” un pò la lezione e proporla alla associazioni che effettuano 118 nella zona… vedremo! Per ora godetevi queste 4 foto 🙂

autoscala

Essì, come dice il titolo di questo post il mio weekend è stato molto inteso, per una serie di circostanze non posso scendere nei dettagli di quanto ho fatto però mi ritengo soddisfatto di tutto quello che ho fatto e come l’ho fatto.
Sabato pomeriggio ho affrontato alcune mie paure e ho messo in pratica gli ultimi due anni di allenamento ed i risultati sono stati migliori del previsto.. e durante questo ho appreso molte azioni che non sono per nulla casuali ma tutti altamente calcolati.
Sabato notte l’ho passata in ambulanza ed è stata intensa per via di un’incidente stradale a Solaro, sul quale ci siamo ritrovati casualemente ad intervenire pur essendo sottodimensionati come numero di soccorritori rispetto al numero dei coinvolti… fortunatamente il resto della serata è trascorso tranquillo in piacevole compagnia di varie persone.
Fortunatamente la domenica è stata dedicata totalmente al relax e l’ho trascorsa con alcuni amici in giro tra Saronno e Milano… 🙂
Oggi si ritorna in pista, questa sera lezione pratica di BLS per nuovi allievi del corso, speriamo in bene!

Ieri con i ragazzi del distaccamento abbiamo fatto un piccolo corso per tutti gli aspiranti vigili.

Siamo partiti con un pò di teoria su che cos’è il fuoco e come si agisce per spegnerlo, che mezzi abbiamo a disposizione e la loro attrezzatura.
Poi abbiamo proseguito su come si organizza la squadra di un APS in servizio e così via.
Proseguendo siamo andati sul pratico, ci è stato fatto vedere come si lanciano le manichette e come si riavvolgono, come si usa la scala Italiana.
Abbiamo concluso la giornata facendoci vedere come si esegue una manovra su un’ipotetico incendio.

E’ stato tutto molto interessante, ho scoperto che le manichette da 70 sono veramente pesanti da lanciare ed in più sono veramente incapace a riavvolgerli..

Vedremo quando dal comando mi faranno sapere qualcosa per questo benedetto decreto! 🙂